Decreto Sicurezza Bis alla Camera, il Governo pone la fiducia

Decreto Sicurezza Bis, via libera della Camera ma è tensione tra Lega e M5s. Fico lascia l’Aula

Decreto Sicurezza Bis alla Camera, Montecitorio ha dato il via libera con 325 si. Il testo ora passa al Senato per l’approvazione definitiva.

ROMA – Decreto Sicurezza Bis alla Camera. Montecitorio ha dato il via libera al provvedimento con 322 sì e 90 no. Per accelerare i tempi la maggioranza aveva deciso di mettere la fiducia sul maxi-emendamento. Nel giorno della discussione degli emendamenti c’è stata un po’ di tensione in Aula tra M5s e Lega. 17 grillini non hanno partecipato alla votazione e il presidente Fico ha lasciato Montecitorio prima dell’inizio del voto.

Camera dei deputati
Fonte foto: https://www.facebook.com/Cameradeideputati

La reazione delle opposizioni

Dura la reazione delle opposizioni che hanno parlato di “iniziativa propagandistica” e di “un’operazione di distrazione di massa fatta sulla pelle dei disperati“. PD e Liberi e Uguali dovrebbero votare contro il provvedimento mentre restano in dubbio Forza Italia. Gli azzurri hanno sottolineato il poco impegno sui rimpatri ma alla fine – come deciso da Fratelli d’Italia – dovrebbero optare per il sì.

Un po’ di tensione alla Camera nella giornata odierna con le opposizioni che hanno cercato di far slittare il provvedimento ma l’esecutivo ha deciso di porre la fiducia per arrivare all’approvazione entro la giornata di domani. Il testo passerà poi al Senato con il via libera definito che dovrebbe arrivare entro il 10 agosto 2019.

Cosa prevede il decreto sicurezza bis

Il Decreto Sicurezza Bis – provvedimento fortemente voluto dalla Lega – prevede norme che toccano diversi ambiti e non solo i migranti. Per esempio un giro di vite contro il bagarinaggio oppure lanci di oggetti contundenti e di razzi durante le manifestazioni. I responsabili di questi gesti rischiano fino a quattro anni.

Ma gli emendamenti potrebbero essere cambiati in Senato. In questo caso il testo, però, sarà costretto a passare nuovamente alla Camera. La maggioranza cercherà di far passare il provvedimento per come è stato approvato a Montecitorio per evitare slittamenti di tempi e quindi rimandare la riforma nel mese di settembre.

ultimo aggiornamento: 26-07-2019

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