Recovery Fund, il governo valuta un ‘decretone’. Cingolani: “Italia leader tra 10 anni”

Recovery Fund, il governo valuta un ‘decretone’. Cingolani: “Italia leader tra 10 anni”

Un ‘decretone’ per facilitare l’attuazione del Recovery Plan. Cingolani: “Grande occasione”.

ROMA – Un decretone per accelerare sul Recovery Plan. Sarebbe questa l’idea, secondo quanto scritto da La Repubblica, al vaglio dell’esecutivo per rispettare i tempi di Bruxelles. La deadline è fino aprile e, per questo, serve velocizzare la procedura.

L’ipotesi più probabile sembra essere quello di inserire i provvedimenti principali in un unico decreto legge. All’interno di questo provvedimento, come assicurato anche dal ministro Brunetta, ci saranno anche degli interventi specifici per la Pubblica Amministrazione, norme per velocizzare il processo civile e spingere le semplificazioni procedurali.

La Giustizia nel Recovery Plan

Altro tema al centro del Recovery Plan sarà quello della giustizia. In una riunione con i presidenti i capigruppo della maggioranza delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, la ministra Cartabia ha garantito l’intenzione di riprendere il lavoro iniziato da Bonafede.

Anche in questo caso, però, i tempi devono essere veloci. La Guardiasigilli ha chiesto ai partiti di presentare gli emendamenti entro aprile per chiudere le prime riforme prima dell’estate.

Marta Cartabia

Cingolani: “Il Recovery Fund un’occasione unica”

Recovery Fund al centro della presentazione del Rapporto ASviS: “Si tratta di un’occasione unica e va sfruttata al meglio con giusto equilibrio tra istanze diverse, un’opportunità unica verso un punto di arrivo dal quale non possiamo esimerci. Le scelte di oggi devono permettere all’Italia di essere leader del mondo 10 anni. Non serve solo la transizione ecologica, ma serve anche una transizione burocratica perché possiamo avere idee fantastiche, ma dobbiamo avere regole che ci permettano di realizzare“.

Siamo chiamati tutti – ha aggiunto Roberto Fico, riportato dall’Ansa a utilizzare al meglio il nuovo assetto istituzionale per fare un salto di qualità decisivo verso un cambiamento del nostro modella di sviluppo in senso economicamente e socialmente sostenibile. E’ un impegno, anzi una vera e propria missione […]“.