Def, le mosse di Tria per uscire dalla recessione

Def, Giovanni Tria mette ordine tra l’Unione europea, Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Il governo continua a ragionare sul prossimo documento di Economia e Finanza e torna sotto la luce dei riflettori il ministro Giovanni Tria, chiamato a fare una sintesi tra le spinte di Salvini e Di Maio e le pretese dell’Unione europea che continua a sottolineare le previsioni sul Pil italiano.

Def, le mosse di Giovanni Tria per superare la recessione

Dopo il confronto con i commissari dell’Unione europea, Giovanni Tria proverà a rivedere il deficit strutturale, grande peso sul paese che ne rallenta inevitabilmente la crescita.

Giovanni Tria
Giovanni Tria

Il Def conferma che l’Italia si trova in una fase di recessione che interessa però tutto quadrante europeo (ma anche mondiale). I paesi membri dell’Unione europea pagano senza dubbio la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina che ha portato a una brusca frenata della Germania.

Def, no all’aumento dell’Iva e no alla manovra correttiva

A fronte delle previsioni (che parlavano di una crescita dell’1%), la crescita del Pil dovrebbe essere 0,1% mentre il deficit dovrebbe attestarsi al 2,4%. Obiettivo di Tria è quello di tagliare un miliardo circa dal debito senza però fare ricorso a una manovra correttiva. Escluso, almeno nelle intenzioni, anche l’aumento dell’Iva.

Due nodi per Giovanni Tria: Flat Tax e Quota Cento

Il nodo, come noto, resta legato alla Flat Tax. La Lega vuole inserire il prossimo provvedimento nel prossimo documento, il Movimento Cinque Stelle tira il freno chiedendo rassicurazioni sul fatto che il provvedimento non vada ad arricchire i ricchi, mentre Tria vorrebbe sorvolare sulla questione e ribadire come Quota Cento sia solo un provvedimento temporaneo.

ultimo aggiornamento: 09-04-2019

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