Quanto controllo avere del proprio capitale?

La definizione di risparmio amministrato e gestito implica differenze nella gestione diretta del capitale da investire e nell’adempimento degli obblighi fiscali.

A chi sono destinati il risparmio amministrato e il risparmio gestito?

Si tratta di due modalità di investimento vantaggioso per gli investitori che non hanno modo o capacità di gestire in via diretta il loro capitale finanziario e la fiscalità ad esso collegata. Per questo motivo molti investitori scelgono di delegare a un intermediario una parte degli propri oneri di gestione.

Si possono attribuire ad un intermediario finanziario il controllo sulla scelta degli investimenti e gli adempimenti fiscali indipendentemente l’uno dall’altro, quindi uno dei due o entrambi.

Se si affidano completamente a un intermediario fiscale entrambe queste attività, l’imprenditore ha scelto una forma di risparmio gestito. Al contrario, se un imprenditore ha competenze sufficienti per amministrare le sue proprietà ma non dispone di quelle necessarie a compilare correttamente la propria dichiarazione dei redditi delegandola a un professionista, si parla di risparmio amministrato.

Definizione di risparmio amministrato e gestito a livello fiscale

Il fisco applica due diversi regimi fiscali a questi tipi di risparmi gestiti da terzi.

Il regime di risparmio amministrato impone il proprio carico fiscale sugli introiti realizzati ovvero sul capital gain derivato dalla cessione di titoli e dai redditi di capitale. E’ possibile in questo regime compensare le minusvalenze e le plusvalenze che siano espresse nella stessa valuta. Eventuali minusvalenze di un anno possono essere detratte dalle plusvalenze dell’anno successivo ( per un massimo di 4 anni). I redditi di capitale non sono compresi nella compensazione e vengono tassati a parte. Le commissioni di negoziazione sono deducibili dalle plusvalenze, diversamente dall’imposta di bolla. L’intermediario finanziario oltre a fungere da sostituto d’imposta assicura l’anonimato dell’investitore.

Il regime di risparmio gestito prevede invece la tassazione su quanto maturato durante l’anno solare. L’imponibile si calcola sulla base di plus e minus valenze realizzate e maturate, dei dividendi eventualmente incassati così come delle cedole percepite. Le commissioni da pagare alla Banca per i servizi offerti si deducono dal carico dell’imponibile. In questo regime l’imposta di bollo è deducibile e abbatto il risultato fiscalmente imponibile della gestione. Anche in questo caso l’intermediario funge da sostituto d’imposta e garantisce l’anonimato.

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