Un’intercettazione e un bigliettino al centro dell’attenzione sul delitto di Garlasco. Il foglietto lasciato in cimitero con un’accusa precisa.
Le nuove indagini, un “movente che non c’è” secondo Lovati e molto altro. Il delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi continuano ad essere argomento di forte attenzione. Nelle ultime ore, una intercettazione che fa riferimento ad un bigliettino trovato in cimitero ha alimentato ulteriori dubbi. Protagonisti della vicenda, Rita Preda, madre della vittima, e l’avvocato Tizzoni che durante una telefonata hanno menzionato un foglietto con una scritta che fa tremare.

Delitto di Garlasco. l’intercettazione tra Rita Preda e Tizzoni
Nuovi interessanti spunti sul delitto di Garlasco sono emersi nelle ultime ore dal canale Youtube di Maria Conversano che ha pubblicato un filmato con una intercettazione tra Rita Preda, madre di Chiara Poggi, e l’avvocato Tizzoni, avvenuta nell’ottobre del 2007, ovvero alcuni mesi dopo la morte della povera vittima.
Il contenuto della conversazione fa riferimento ad uno stato emotivo della signora Preda anche in relazione ad alcuni messaggi ricevuti dopo la morte della figlia. Particolare riferimento ad un bigliettino trovato in cimitero con una scritta che l’ha parecchio scossa.
Il biglietto e la scritta: “È stato Marco”
Nella conversazione tra la Preda e Tizzoni, la donna non sa se poter parlare tranquillamente ma viene rasserenata dall’avvocato. Da qui, ecco una serie di confessioni: “Tremo ancora”, ha detto la madre della Poggi al legale. Tutto sarebbe da ricondurre ad un biglietto anonimo trovato sulla porta della cappellina del cimitero dove è sepolta Chiara.
Questo fogliettino aveva una scritta ben precisa ma non del tutto definita: “C’era scritto, era scritto a quadr… e … con in stampatello, c’era scritto così: ad uccidere è stato Marco……..”. Il dialogo tra i due è poi andato avanti senza risolvere il rebus legato al nome scritto nel bigliettino. Secondo alcuni, è possibile che il riferimento fosse a Marco Panzarasa, amico di Stasi, con cui Tizzoni aveva avuto un incontro pochi giorni prima. Ma quel biglietto ha aperto a scenari decisamente oscuri