Le indiscrezioni relative al presunto nuovo orario della morte di Chiara Poggi nel delitto di Garlasco cambiano la posizione di Alberto Stasi.
Sono sempre maggiori le indiscrezioni legate alla perizia svolta dall’esperta Cattaneo in merito al delitto di Garlasco e all’omicidio Chiara Poggi. In questo senso, pare che l’orario della morte della ragazza e ulteriori dettagli sulla dinamica possano essere ben diversi rispetto a quelli che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi. Sull’argomento si è espressa Giada Bocellari, avvocato difensore proprio dell’uomo condannato.

Delitto di Garlasco: “Chiara morta mezz’ora dopo la colazione”
Le indiscrezioni diffuse nelle scorse ore dal Tg1 e da diversi organi di stampa in merito alla super perizia effettuata nell’ambito del nuovo filone di indagine sul delitto di Garlasco dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, i cui risultati sono ancora segreti, stanno facendo molto parlare. In modo particolare, i dettagli legati alla dinamica dell’omicidio ma soprattutto alle tempistiche di quanto accadde in quel 13 agosto 2007.
Stando a quanto filtrato, la giovane sarebbe stata uccisa nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007 mezz’ora dopo aver fatto colazione. Un dettaglio che, se confermato, metterebbe in discussione il ristretto arco temporale in cui la sentenza di condanna di Alberto Stasi colloca l’omicidio.
Il commento di Giada Bocellari, difensore di Stasi
Facendo riferimento alle indiscrezioni legate al caso, l’avvocato Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, ha fatto il punto parlando a Fanpage.it: “Premesso che si tratta di indiscrezioni, è chiaro che se la perizia della dottoressa Cattaneo dovesse estendere la durata dell’azione omicidiaria e l’orario della morte di Chiara Poggi ad una finestra successiva, ci sarebbero elementi a discarico o addirittura avremmo la prova negativa della responsabilità di Alberto Stasi che a questo punto uscirebbe totalmente dalla scena del crimine”.
La Bocellari ha aggiunto che, in caso di conferma delle indiscrezioni, ci sarebbero elementi sufficienti per una revisione al processo di Stasi, anche a prescindere dalla posizione dell’altro indagato, Andrea Sempio. Ma non solo. “Noi comunque abbiamo già detto che la revisione del processo la chiederemo, abbiamo elementi nuovi a prescindere dall’inchiesta di Pavia ma lo faremo dopo la chiusura delle indagini per avere un quadro più completo”.