Il caso del delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi. Le parole del perito che riguardano il dispenser con diverse impronte.
L’alibi di Andrea Sempio sotto la lente di ingrandimento nel delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi ma anche le indagini del passato e alcuni accertamenti stanno di nuovo facendo discutere. A ‘Quarta Repubblica’, per esempio, è finito nel mirino il famoso dispenser del sapone con le impronte di Alberto Stasi che, a quanto pare, non erano le uniche presenti a detta di chi ha analizzato proprio l’oggetto.

Delitto di Garlasco: i dubbi sul dispenser e le impronte
Oscar Ghizzoni, chimico forense incaricato della difesa di Alberto Stasi, ha analizzato l’impronta 33 del delitto di Garlasco e ha firmato una consulenza che è stata depositata alla procura di Pavia. Non solo, lo stesso perito di Stasi ha anche esaminato attentamente le foto del dispenser di sapone, uno degli indizi di colpevolezza valutati dai giudici che hanno condannato in via definitiva il ragazzo per l’omicidio di Chiara Poggi.
A ‘Quarta Repubblica’, su Rete 4, Ghizzoni ha espresso alcuni pareri proprio su quell’oggetto facendo capire come in realtà oltre alle impronte di Stasi ce ne sarebbero state diverse altre che, però, non sono state oggetto di attenzione.
Di chi sono le altre impronte sul dispencer
Nel corso del suo intervento a ‘Quarta Repubblica‘, Ghizzoni ha spiegato: “Sul dispenser ci sono sicuramente altre impronte. La porzione che gli investigatori dell’epoca hanno preso in esame è una porzione molto contenuta del dispenser. In questa porzione abbiamo potuto contare nove impronte digitali”.
“La maggior parte non utili perché poco nette o rovinate. Questo vuol dire che se in una piccola parte del dispenser sono stati individuati nove contatti digitali, immagino che se si esaminasse tutto il dispenser le impronte rilevate, anche se non utili al confronto, avrebbero potuto essere molte di più. Di questi nove contatti, due sono stati ritenuti utili per fare un confronto con le impronte di Stasi”.
Eppure, ci sarebbero altri elementi che potrebbero fornire, secondo Ghizzoni, altre informazioni: “Ma mancano parti importanti. Ad esempio, io in un riquadrino ho rilevato un’altra impronta vicina e sovrapposta ad altre due, le cui caratteristiche si vedono bene e quindi secondo me esaminabile tutt’oggi perché ci sono ancora le foto a disposizione degli inquirenti”.
La verità del perito di Stasi sul dispenser.
— Quarta Repubblica (@QRepubblica) February 13, 2026
Per vedere il servizio completo di Lodovica Bulian visita @MedInfinityIT #quartarepubblica pic.twitter.com/WdlGPCcYZ1