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Delitto di Garlasco: Garofano racconta la mail ricevuta nel 2017
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Delitto di Garlasco: Garofano racconta la mail ricevuta nel 2017. Il video esclusivo

primo piano di Luciano Garofano al Palazzo Isimbardi

La verità di Luciano Garofano in merito ad alcuni passaggi investigativi legati al delitto di Garlasco: ecco l’email ricevuta.

Mentre sembra mancare sempre meno alla richiesta di revisione per Alberto Stasi nell’ambito del caso del delitto di Garlasco e dell’omicidio Chiara Poggi, ecco che al centro dell’attenzione è tornato l’operato dei Ris sulle indagini effettuate negli anni, specie all’inizio della vicenda. Nello specifico è stata la figura dell’ex Generale Luciano Garofano ad essere attenzionata. Nel dettaglio un suo interrogatorio datato 2 ottobre 2025.

Mappa di Garlasco
Segnalino su Garlasco – newsmondo.it

Delitto di Garlasco: l’email ricevuta da Garofano

Una mail inviata il 13 gennaio 2017 alle 19.49, due consulenze tecniche e la richiesta di acquisire ulteriore documentazione per procedere con alcuni confronti. Sono questi gli elementi ricostruiti dal generale Luciano Garofano durante il suo interrogatorio sul caso del delitto di Garlasco, mostrato in esclusiva da ‘Quarto Grado’. Nel filmato, l’ex comandante dei Ris di Parma ha ripercorso la comunicazione ricevuta e spiegato quali furono le sue successive iniziative.

“Ci tengo a sottolineare che io in quel momento ho chiesto tutta la documentazione disponibile per poter fare i confronti del prelievo che è stato poi materialmente fatto”, ha dichiarato Garofano. Il generale si è soffermato quindi sul contenuto del messaggio, nel quale venivano richiamati gli accordi raggiunti nel corso della stessa giornata e trasmessi due documenti tecnici.

Il primo era una consulenza di parte datata 1° dicembre 2016 e firmata dal dottor Matteo Fabbri. Il secondo, invece, portava la data del 9 dicembre 2016 e la firma del dottor Pasquale Linarello. Entrambe le relazioni sollevavano interrogativi sull’attribuzione ad Andrea Sempio del DNA individuato su alcuni oggetti: un cucchiaino, una tazzina da caffè e una bottiglietta di plastica.

Il contenuto dell’email: cosa ha rivelato l’ex Generale

Secondo quanto ricostruito nella comunicazione letta durante l’interrogatorio, il materiale analizzato sarebbe stato consegnato al dottor Fabbri da un’agenzia investigativa. Si tratta, tuttavia, di dubbi riportati nella mail e non di elementi che permettano, da soli, di identificare con certezza il proprietario dei campioni biologici.

Nel suo racconto, Garofano ha menzionato anche l’avvocato Federico Soldani e riferito di aver ricevuto altra documentazione, tra cui un’istanza presentata dai legali Bocellari e Giarda, all’epoca difensori di Stasi.

Il generale ha chiarito poi di aver provveduto a stampare tutti gli atti ricevuti: “Io ho stampato tutto”. Sulla provenienza dei documenti ha aggiunto: “Avendo ricevuto quella documentazione da tre professionisti, certo non mi sono chiesto la provenienza”.

Il punto centrale della sua testimonianza resta dunque la richiesta di acquisire gli atti necessari per svolgere i confronti sul prelievo effettuato.

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ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2026 11:00

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