Sono state rese pubbliche alcune foto sul delitto di Garlasco ed in particolare sulla villetta Poggi dopo l’omicidio della povera Chiara.
Dopo il video dell’ultimo interrogatorio al quale si è sottoposto Alberto Stasi in relazione al delitto di Garlasco, ecco un’altra serie di documenti, e in questo caso specifico di foto, inediti. A renderli pubblici è stato l’ex Generale del Ris, Luciano Garofano, all’epoca della morte di Chiara Poggi, colui che si occupò delle indagini.

Delitto di Garlasco: le foto inedite pubblicate da Garofano
L’ex comandante del Ris, Luciano Garofano, ha deciso di pubblicare alcune foto relative al delitto di Garlasco ed in particolare all’interno della villetta dove il 13 agosto 2007 è stata uccisa Chiara Poggi. La scelta dell’uomo è da collegare alla sua volontà di dimostrare alcuni aspetti della vicenda e i comportamenti attuati dalla Scientifica all’epoca.
Garofano ha fatto vedere le foto della cucina e del bagno, prima e dopo il trattamento con il luminol, per dimostrare l’assenza di impronte di scarpe nel primo caso e la presenza, nel secondo caso, delle tracce del percorso dell’assassino.
Le mosse dell’assassino: le immagini
“Queste foto non sono mai state mostrate con la dovuta chiarezza. Anzi, forse non sono mai state mostrate”, ha esordito Garofano nel suo post social con annesse immagini. “Spesso, nel dibattito sul caso Garlasco, si fa confusione sulla reale dinamica e sui movimenti all’interno della casa. E dai dati oggettivi che abbiamo, l’assassino di Chiara si è lavato nel bagno, non in cucina”.
L’ex comandante dei Ris ha quindi aggiunto: “Ho deciso di condividere con voi queste immagini degli accertamenti per ristabilire i fatti. La cucina: Come si può notare dalle foto prima e dopo il trattamento con il Luminol, nell’area sotto il lavandino della cucina non vi è alcuna traccia di scarpe insanguinate. La logica delle tracce: Le impronte in cucina si interrompono in corrispondenza del tavolo”.
Garofano ha proseguito: “È scientificamente e logicamente improbabile che, con tutto quel sangue, l’assassino sia riuscito a raggiungere il lavandino senza lasciare nessuna traccia sul pavimento. Il bagno: Al contrario, i rilievi effettuati nel bagno inferiore mostrano uno scenario completamente diverso.
Lì, il Luminol ha evidenziato chiaramente la presenza di più tracce di scarpa. Anche la planimetria e la ricostruzione del percorso confermano in modo oggettivo questa dinamica. L’evidenza scientifica dimostra, senza spazio per le interpretazioni, che l’assassino non può essersi lavato in cucina“.