Un’altra impronta potenzialmente utile alle indagini sul delitto di Garlasco: il mistero della traccia 97F non analizzata. Cosa filtra.
Dalle analisi del computer di Chiara Poggi sul delitto di Garlasco sembra essere stato individuato il movente dell’uccisione. Un qualcosa che pare poter portare anche fuori dal paese. Intanto, ad essere oggetto di grande attenzione, nelle ultime ore, è stata una nuova impronta, la 97F, che a quanto pare non sarebbe mai stata analizzata e che farebbe riferimento all’aggressore.

Delitto di Garlasco: cosa sappiamo sull’impronta 97F
Ad occuparsi dell’impronta 97F è stata la trasmissione di Canale 5, ‘Mattino 5’, che ha spiegato come il segno sia stato rinvenuto sulla parete sinistra della scala che conduce al piano interrato della villetta di via Pascoli dove viveva e fu trovata morta Chiara Poggi. L’ipotesi sull’impronta localizzata sulla parete sinistra della scala interna della villetta dove è avvenuto il delitto di Garlasco è che possa essere dell’aggressore ma a quanto pare sebbene repertata, non sarebbe stata analizzata.
“Chi fa l’analisi del DNA non fa poi la BPA”, ha spiegato Linarello in collegamento con la trasmissione cercando di motivare le ragioni per cui non sia stata analizzata la 97F, o meglio non sia stato fatto un approfondimento in merito aplotipo.
#Garlasco, la traccia 97F è un'impronta dell'aggressore ma non è stata analizzata, perché?
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“Non è detto sia dell’aggressore”: i dettagli
Sulla traccia 97F si è espressa anche l’esperta balistica Raffaella Sorropago che ha ritenuto di dover precisare che, probabilmente, quell’impronta possa non essere dell’aggressorre: “Io non sono tanto d’accordo che, data la posizione, la 97F è dell’aggressore. Noi diamo per scontato qui il trascinamento del corpo di Chiara. Ma non possiamo sapere se l’omicida l’abbia sollevata per poi lanciarla. […]. Non sappiamo se, per esempio, queste tracce, che noi imputiamo all’aggressore, in realtà non sappiamo se possano essere generato, che ne so, magari dal movimento dei capelli imbrattati di sangue […]”.
Raffaella Sorropago: "Non è detto che l'impronta 97F sia necessariamente dell'aggressore"
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