Un’altra situazione decisamente accesa nel giallo del delitto di Garlasco: l’intervento di Marco Poggi, fratello della vittima, verso i periti.
Nel caso del delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi continuano ad esserci tanti interrogativi. Di fondamentale importanza risulta essere l’analisi delle ultime attività svolte sui vari dispositivi tecnologici da parte dei vari personaggi coinvolti. Proprio i pc di Marco Poggi e Alberto Stasi avrebbero scatenato una querelle non di poco conto che ha visto coinvolta i periti che si occuparono della loro analisi ai tempi delle prime indagini.

Delitto di Garlasco: caos tra periti e famiglia Poggi
La morte della povera Chiara Poggi nel delitto di Garlasco sta continuando ad essere al centro di diverse discussioni. Tanti gli aspetti che, ancora oggi, a distanza di anni, restano da chiarire. Di particolare importanza risulterebbero le ultime attività della ragazza sul suo pc e quello del fidanzato dell’epoca, Alberto Stasi. Ma proprio tali dispositivi, ora, risulterebbero motivo di attrito tra la famiglia della vittima e i periti che li analizzarono in passato.
La mossa di Marco Poggi: la diffida
In questa ottica, Marco Poggi avrebbe diffidato i periti informatici che analizzarono il suo PC (che era anche quello di Chiara Poggi) e quello di Alberto Stasi. A renderlo noto con tanto di conferma da parte dell’avvocato Francesco Campagna, legale del fratello della vittima, è stata Fanpage.it. “Avevano detto che erano più rilevanti i siti pornografici trovati sul pc di Marco Poggi rispetto alle immagini trovate sul pc di Alberto Stasi”.
Il legale ha anche precisato come dietro tale diffida ci sarebbero motivazioni legate alla diffamazione: “Questi periti vanno in tv per parlare di dati giudiziari, che avrebbero attinto loro, nei confronti di una persona che non è neanche coinvolta”, ha aggiunto l’avvocato Campagna facendo riferimento ai continui interventi pubblici dei periti. Al momento non sarebbero arrivate repliche.