Un sopralluogo da parte di Roberta Bruzzone dentro la villetta Poggi del caso del delitto di Garlasco. Le immagini e le motivazioni.
La criminologa Roberta Bruzzone è entrata nella villetta della famiglia Poggi dove il 13 agosto 2007 si è consumato il delitto di Garlasco, uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni. Il sopralluogo, realizzato per un servizio della trasmissione di ‘Quarto Grado’ in onda su Rete 4, ha avuto come obiettivo quello di analizzare nel dettaglio la scena del crimine e ricostruire la dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi.

Delitto di Garlasco, il sopralluogo della Bruzzone nella villetta Poggi
Nel corso della trasmissione di Rete 4 ‘Quarto Grado’, Roberta Bruzzone è stata protagonista di un sopralluogo presso la villetta della famiglia Poggi dove il 13 agosto 2007 è stata uccisa Chiara Poggi dando vita all’ormai tristemente famoso delitto di Garlasco. All’interno dell’abitazione, la criminologa ha osservato con attenzione gli spazi, la disposizione degli ambienti e i punti chiave della vicenda, concentrandosi in particolare sulle scale dove fu rinvenuto il corpo della giovane. L’intento della criminologa è stato quello di comprendere se la versione fornita da Alberto Stasi presentasse eventuali incongruenze rispetto agli elementi oggettivi riscontrabili sul posto.
L’analisi della Bruzzone: il video in tv
Secondo la Bruzzone, l’analisi della scena è fondamentale per valutare la compatibilità tra il racconto e le tracce. Le tempistiche, i movimenti dichiarati e le reazioni descritte da Stasi vengono messi a confronto con la conformazione della villetta e con la posizione in cui fu trovato il corpo. Ogni dettaglio, dall’accesso all’abitazione alla visibilità delle scale, può offrire spunti utili per comprendere se vi siano anomalie nella ricostruzione.
L’attenzione della criminologa si è concentra sulla porta a soffietto che porta alle scale, che Stasi dice di aver trovato chiusa e di averla aperta spingendo sulla fessura centrale, ma questo per la Bruzzone non sarebbe possibile, è lei stessa a mostrarlo. “Tenendo la mano al centro è impossibile aprirla, se la porta è leggermente aperta il meccanismo la chiude”. Quando Chiara è stata uccisa la porta era chiusa, per questo l’assassino deve averla aperta per gettare il corpo, per poi richiuderla, visto che Stasi dice di averla trovata chiusa. Non ci sono però impronte digitali né sul pomello né sulla superficie. Lei fa una conclusione: “La porta non è mai stata richiusa“.
In esclusiva a #Quartogrado il momento in cui la criminologa Roberta Bruzzone per la prima volta entra nella villetta della famiglia Poggi per un sopralluogo. pic.twitter.com/R5YeGS91qh
— Quarto Grado (@QuartoGrado) February 13, 2026