Delitto di Garlasco: i vestiti in un campo 9 giorni dopo morte Chiara
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Delitto di Garlasco: tornano “a galla” i vestiti trovati in un campo

Mappa di Garlasco

Nuove analisi e ipotesi in merito al delitto di Garlasco: focus sui vestiti trovati 9 giorni dopo la morte di Chiara in un campo.

Non solo la richiesta di incidente probatorio da parte dei legali di Sempio respinta. A ‘Mattino 5’ su Canale 5, il tema del delitto di Garlasco è stato affrontato analizzando anche altri aspetti. La lente di ingrandimento si è spostata su quei famosi vestiti che furono trovati in un campo 9 giorni dopo la morte della povera Chiara Poggi. A discuterne in collegamento è stato il dottor Capra.

Macchina della polizia sirene accese

Delitto di Garlasco: il focus sui vestiti trovati in un campo

Durante la trasmissione di Canale 5 ‘Mattino 5’, condotta da Federica Panicucci, tra i vari argomenti trattati, come detto, c’è stato quello legato al delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi. La padrona di casa ha avuto modo di porre alcune domande ai suoi ospiti tra cui anche il dottor Capra. Il focus è stato quello legato ai vestiti rinvenuti 9 giorni dopo la morte della povera Chiara in un campo e la possibilità che questi potessero fornire elementi utili.

“Dottor Capra, questi vestiti non ci sono più. Noi questo lo sappiamo. Voi però li avevate analizzati, no?”, ha domandato inizialmente la conduttrice. “E quindi io mi ricordo Luminol positivo, Combur test negativo, si è passato poi direttamente all’esame genetico che ha dato esito negativo e quindi la pratica è stata chiusa lì. Allora io le chiedo, ma oggi se quei vestiti ci fossero ancora… con le nuove tecniche forse si potrebbe trovare qualcos’altro, qualcosa di diverso? Che ne pensa?”

“Non ci sono più”: cosa si sarebbe potuto fare

A fronte di tale quesito, l’esperto ha spiegato il suo punto di vista: “Guardi, allora i vestiti sono stati sottoposti a Luminol test non perché fossero dei vestiti puliti, anzi erano dei vestiti evidentemente imbrattati di materiale, ma sono stati sottoposti a Luminol test semplicemente perché le circostanze ci riferivano che erano degli indumenti trovati all’interno di un canale“, ha detto Capra.

“Per cui si è cercato di utilizzare un test particolarmente sensibile per vedere se ci fossero state in origine delle tracce ancora più consistenti che con il tempo si potessero essere diluite appunto con il rilavamento ad opera dell’acqua del canale”. Difficile quindi sapere se con le nuove tecnologie questi vestiti, che oggi non ci sono più, avrebbero potuto fornire dettagli o elementi utili alle indagini. Indubbiamente, però, si tratta di un altro tassello controverso di tutto il caso.

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ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2026 16:47

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