Nuove rivelazioni su Andrea Sempio: era già indagato prima del delitto di Garlasco e i suoi legali non ne sapevano nulla.
Andrea Sempio, tornato al centro delle indagini per il delitto avvenuto nel 2007 a Garlasco, risulterebbe essere stato già indagato per un altro reato prima della recente riapertura del caso. A sorprendere, come riportato da Notizie.virgilio, è il fatto che nemmeno i suoi avvocati fossero a conoscenza di questo precedente fascicolo. Questo elemento inaspettato arriva dopo la deposizione di una memoria, da parte dei legali della famiglia di Chiara Poggi.

Le implicazioni sulla riapertura del delitto di Garlasco
La nuova indagine su Andrea Sempio è stata disposta in seguito agli accertamenti effettuati a febbraio 2024. Ovvero quando gli esperti incaricati dalla Procura hanno stabilito che il materiale genetico trovato sotto le unghie di Chiara Poggi è compatibile con il DNA di Sempio. Questo dato ha determinato la riapertura del procedimento giudiziario.
Il fatto che il giovane fosse già oggetto di un’indagine, sconosciuta ai suoi legali, solleva interrogativi sulla possibile esistenza di altre attività investigativa – come intercettazioni – che potrebbero essere state autorizzate in quel contesto.
La scoperta di un fascicolo precedente contro Andrea Sempio
I documenti depositati al giudice per le indagini preliminari e riportati da Il Tempo rivelano che Andrea Sempio era già formalmente indagato per un altro reato. Antecedente alla riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco.
L’atto firmato dai pubblici ministeri fa riferimento a un procedimento registrato con “modello 21”, che si applica a soggetti già iscritti nel registro degli indagati. Questo fascicolo sarebbe stato poi accorpato al più recente procedimento avviato a seguito dell’emersione di nuovi elementi genetici.
Gli avvocati di Sempio, Angela Taccia e Massimo Lovati, hanno dichiarato di non avere alcuna conoscenza di questo precedente fascicolo. Nonché di non possedere, al momento, informazioni dettagliate sulle ipotesi di reato contenute al suo interno. Per questo motivo, la difesa ha presentato una richiesta formale alla Procura per ottenere chiarimenti e accedere agli atti. Tuttavia, non è certo che tali informazioni saranno disponibili in tempi brevi.