La destinazione Tfr, ovvero quella che è la destinazione del Trattamento di Fine Rapporto preoccupa molte persone, soprattutto viste le nuove regole.

Conviene destinare il tfr?

Questa domanda se la sono posta molte lavoratrici e lavoratori prossimi alla pensione da quando è entrata in vigore la Legge che permette di destinare il proprio tfr a specifiche realtà. I fattori da calcolare nel destinare il tfr sono molteplici e vengono riassunti a seguire nell’elenco pensando sempre se conviene lasciare il tfr in azienda o aderire ad un fondo aperto o chiuso, da calcolare quindi:
– l’età
– la tipologia di di lavoro e di contratto individuale
– il ccnl che è stato applicato al lavoratore o alla lavoratrice specifica
– l’azienda nella quale si lavora e la relativa presenza di accordi aziendali particolari e specifici
– la propria storia contributiva inerente l’inps
– le prospettive future di reddito
– se vi sono altri redditi personali o familiari
– se vi è un coniuge e/o figli a carico
– la conoscenza dei mercati finanziari
– quanta propensione al rischio si ha
– la reversibilità futura della pensione

Meno tre mesi per la destinazione del Tfr 2017

Da questo gennaio 2017 le lavoratrici e i lavoratori hanno sei mesi di tempo per decidere a chi destinare il proprio Tfr, si parla di lavoratori dipendenti del settore privato.

E’ quindi logico avere premura di informarsi per tempo.

Il consiglio visto che la data di riferimento dalla quale è poi cambiato tutto rispetto al Trattamento di Fine Rapporto è quella del 29 aprile 1993, è quello di rivolgersi ad un Caf e/o ad un centro di Tutela per i Consumatori per capire come agire al meglio cercando per quanto possibile di tutelare il denaro accantonato come Tfr.

L’Inps tutela comunque visto che il fondo al quale vengono destinati i Tfr delle aziende sopra i 50 dipendenti a partire dalla data sopra indicata è un fondo Inps ma conviene sempre informarsi.

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ultimo aggiornamento: 20-03-2017


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