Dalla Seconda Guerra Mondiale questa è la crisi politica ed economica più grave che ci troviamo ad affrontare.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è intervenuto alla Conferenza congiunta Maeci-Banca d’Italia per parlare della situazione in Ucraina e quello che sta facendo a riguardo l’Italia. Il ministro Di Maio non indora la pillola e fa eco alle parole pronunciate giorni dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Per Di Maio non è solo un crisi umanitaria ma “è la più grave crisi politica, militare e umanitaria sul territorio europeo dalla Seconda Guerra Mondiale”. Una situazione di emergenza che si va a congiungere con le altre tragedie degli ultimi anni come la pandemia e la sua conseguente crisi economica. Così come l’emergenza climatica, come la siccità e i disastri ambientali danneggiano anche l’economia.

Per questo motivo, il conflitto “muta radicalmente il quadro geopolitico, strategico e di sicurezza sullo sfondo di un’emergenza, quella dei cambiamenti climatici, non meno dirompente” e va contro società “già duramente colpite dalla pandemia”. Il ministro rassicura che tutte le forze occidentali hanno dato una risposta unita e compatta. Una reazione coesa da parte dell’Unione Europea, come aveva sottolineato già il premier Draghi al Consiglio europeo a Versailles. G7, Nato, Ue hanno risposto all’offensiva russa contro l’Ucraina con dure sanzioni e condanne unanimi. In questo quadro però l’Italia, come gli altri paesi, sta lavorando per trovare una soluzione diplomatica ed evitare un’eventuale escalation di questo conflitto.

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Di Maio rassicura sul percorso verso il green del governo

Di Maio interviene anche sulla crisi energetica che questa guerra ha portato contribuendo all’aumento dei prezzi del carburante e del gas. “Odio doverlo dire, ma tempi straordinari richiedono misure straordinarie” dice affermando che il governo si sta muovendo per diversificare la fornitura di energia. Lo stesso ministro Di Maio si è recato subito in Algeria per aumentare l’approvvigionamento di gas naturale dal paese africano per dipendere meno da quello russo. Anche in Qatar ha discusso su possibili rifornimenti di gas liquido. Sul tavolo della cooperazione energetica anche Angola e Congo.

Ma l’obiettivo del governo, suggerito ampiamente dagli ambientalisti, è quello di ridurre e abbandonare la dipendenza non solo dal gas russo ma dalle risorse fossili in generale. “Stiamo negoziando – spiega il ministro – un Memorandum d’Intesa con Algeria e Libia sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e con la Tunisia sull’idrogeno verde.” Un percorso non velocissimo ma ci si sta muovendo, infatti Di Maio rassicura che il governo è assolutamente consapevole “dell’importanza del percorso verso la transizione energetica, visto che la transizione verde è l’unica soluzione per la sicurezza energetica e per la libertà del nostro Paese dai condizionamenti derivanti dalla dipendenza dalle fonti fossili”.

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ultimo aggiornamento: 14-03-2022


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