Di Maio ha lasciato il M5S

Di Maio ha lasciato il M5S

Lo strappo è finalmente arrivato. Luigi Di Maio ha lasciato il Movimento.

L’annuncio del ministro degli Esteri è arrivato ieri sera. Di Maio dice basta al populismo e lascia il Movimento 5 stelle che aveva contribuito a portare oltre il 30% oltre quattro anni fa. Molte cose all’interno del Movimento – e nella carriera di Luigi Di Maio – sono cambiate. Gli scontri delle ultime settimane con il leader dei 5 stelle Giuseppe Conte hanno portato i rapporti all’esasperazione.

Non è stata una scelta facile per l’ex capo politico M5S Di Maio dichiara che si è trattato di una “scelta sofferta” ma che pone fine alle “ambiguità”. Non finisce qui però l’avventura politica dell’ex grillino e inizia a raccogliere le firme per un nuovo partito dove non ci sarà spazio “per odio, populismi, sovranismi, personalismi, superficialità”. La scelta del ministro è arrivata dopo la sfiducia da parte dei contiani e il loro continuo minare il governo.

LUIGI DI MAIO

Scelta sofferta per l’ex capo politico del Movimento

Il governista ex pentastellato appoggia Mario Draghi e il suo governo. Dopo le varie minacce di Conte di generare una crisi di governo sulla risoluzione di ieri in Senato, il governo Draghi va avanti incassando il sì della maggioranza e senza pericoli. Di Maio ha aspramente criticato queste “settimane di ambiguità, turbolenze e attacchi” che “indebolivano” l’immagine dell’Italia all’estero. Per lui questo continuo “picconare” il governo per ragioni “legate alla crisi di consenso”, senza nemmeno riuscire a recuperare voti è da “irresponsabili”.

“Il M5S aveva il dovere di sostenere il lavoro diplomatico di tutto il governo ed evitare ambiguità, ma così non è stato» ha incalzato Di Maio. Poi ha sottolineato i suoi “nuovi” ideali rinnegando il suo spirito populista anti-sistema, anti-euro, anti-atlantista del suo passato di quando era il capo politico del Movimento.

«In questo momento storico sostenere i valori europeisti e atlantisti non può essere una colpa: una forza politica matura dovrebbe aprirsi al confronto e al dialogo». Poi ha accusato alcuni dirigenti del M5S di aver fatto «una vera e propria escalation contro alcuni di noi, attacchi quotidiani e personali anche a mezzo stampa».

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