Le elezioni in Umbria rischiano di condannare Luigi Di Maio. Nel Movimento Cinque Stelle c’è chi chiede (di nuovo) un passo indietro del leader.

Come pronosticato, le elezioni in Umbria hanno effetti negativi su Luigi Di Maio, costretto a giustificare la disfatta alla base del MoVimento. Il leader dei Cinque Stelle, incassata la sonora sconfitta, sarebbe intenzionato a mettere la parola fine all’asse con il Pd per quanto riguarda le elezioni regionali.

Le nuove linee guida per viaggiare in UE e non

Luigi Di Maio
Roma 02/06/2019 – Festa della Repubblica / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Luigi di Maio

Elezioni in Umbria, Di Maio rischia di diventare il capro espiatorio della disfatta del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle si attesta intorno all’otto per cento, una disfatta. I critici di Luigi Di Maio, e nel Movimento Cinque Stelle non sono pochi, accusano il leader di poca coerenza e lo ritengono come primo responsabile della sconfitta. Gli ortodossi del MoVimento sono certi che i Cinque Stelle abbiano pagato a caro prezzo l’alleanza di governo con il Partito democratico e la decisione di correre insieme con i dem nella lista civica poi surclassata dal Centrodestra.

E in seno al Movimento Cinque Stelle serpeggia la richiesta che Luigi Di Maio faccia un passo indietro. I ribelli si appellano a Casaleggio e Beppe Grillo, con il secondo che però resta il primo sostenitore della coalizione giallorossa. I pentastellati dovranno confrontarsi per capire se la sconfitta sia figlia del rapporto con il Pd o se ci siano cause più profonde e dinamiche che il leader politico non è riuscito a gestire nel migliore dei modi.

Luigi Di Maio
Fonte foto: https://www.facebook.com/LuigiDiMaio

La sconfitta del Pd potrebbe agevolare la rinascita politica di Matteo Renzi

Se il Movimento 5 Stelle piange il Pd di Nicola Zingaretti non ride. La sconfitta apre una via importante a Matteo Renzi, rimasto saggiamente alla finestra ipotizzando una netta sconfitta della coalizione governativa. Il Segretario del Partito democratico resta però convinto che la strada da battere sia quella dell’alleanza a trecentosessanta gradi con i pentastellati. È la stessa ipotesi caldeggiata anche da Giuseppe Conte, ma la differenza di vedute con Renzi e Di Maio potrebbe portare a una frattura insanabile.

Le nuove linee guida per viaggiare in UE e non

TAG:
primo piano

ultimo aggiornamento: 29-10-2019


Manovra, Conte apre al dialogo con i Comuni: “Siamo pronti ad accogliere le vostre istanze”

“Dimissioni in tre minuti”, Salvini mette Conte nel mirino