Luigi Di Maio sull’emergenza coronavirus e sul taglio dei parlamentari. L’intervento del ministro degli Esteri ai microfoni di Radio Anch’Io.

Intervenuto ai microfoni di radio Anch’io, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha parlato del coronavirus e del referendum sul taglio dei parlamentari, uno degli ostacoli sul percorso della maggioranza.

Coronavirus, Di Maio: “Escludo un nuovo lockdown”

Nella prima parte del suo intervento Luigi Di Maio ha parlato dell’emergenza coronavirus allineandosi a Conte nel far sapere di ritenere improbabile una nuova chiusura generale. Tradotto, il governo ad oggi esclude che per affrontare i prossimi mesi si debba procedere con un nuovo lockdown nazionale.

“Anche il Presidente del consiglio lo ha escluso […]. Dalla responsabilità degli italiani dipendono sicuramente le misure che dovremo adottare in autunno, siamo tra gli ultimi paesi in Europa per numero di contagi e questo lo dobbiamo alla bravura del popolo italiano e alla sua responsabilità. Facciamo qualche sacrifico in più dal punto di vista del distanziamento, della mascherina e sarà ripagato perché non dovremo adottare misure drastiche”.

Giuseppe Conte Luigi Di Maio
Giuseppe Conte e Luigi Di Maio

Referendum sul taglio dei parlamentari, “L’indebolimento del Parlamento è una sciocchezza”

Nel corso della sua intervista Di Maio ha parlato anche del referendum sul taglio dei Parlamentari, una storica battaglia del Movimento 5 Stelle.

L’indebolimento del Parlamento è una sciocchezza […], in Germania hanno 80 milioni abitanti, 20 milioni in più dell’Italia e hanno 700 parlamentari eletti, in Francia e in Inghilterra hanno 60 milioni di abitanti e hanno 600 parlamentari eletti, noi ne abbiamo 945, se il principio poi è che il parlamento con più parlamentari è più forte allora stiamo dicendo che i paesi dell’est del mondo sono più democratici di quelli dell’occidente, cosa che che invece si dibatte esattamente al contrario in occidente“.

Io penso che si stia cercando di trovare un modo per apparire politicamente. Ci sono una serie di personaggi politici che stanno dicendo questa cosa della mancanza di rappresentatività ma il taglio dei parlamentari è già nei fatti. Noi abbiamo quasi un terzo parlamento che ha un indice di produttività basso o è assenteista. E i parlamentari del no oggi sono o assenteisti o sono come l’ex governatore della Lombardia Formigoni che è agli arresti domiciliari e nell’ora in cui può uscire si schiera per il no. E’ un tema che non regge. Questo non è un referendum dei 5 stelle. Tutti i partiti hanno votato sì e soprattutto il taglio dei parlamentari era nelle riforme costituzionali di tutti i partiti negli ultimi 20 anni“.

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