Frattura a Cinque Stelle? Grillo punta il dito contro il Movimento

Frattura a Cinque Stelle? Grillo punta il dito contro il Movimento

Beppe Grillo punta il dito contro la politica (e contro il Movimento Cinque Stelle?): “Non sappiamo dove stiamo andando, che facciamo e che cosa aspettiamo”.

Torna a parlare Beppe Grillo, mentore del Movimento Cinque Stelle, ma questa volta non per difendere uno dei rampolli del Movimento, anzi. In un video decisamente ermetico, il comico e politico genovese ha puntato il dito contro la politica italiana e contro la direzione presa della politica. Non si fanno nomi e cognomi, ma sembra evidente che l’attacco sia rivolto al governo.

Fonte foto: https://www.facebook.com/beppegrillo.it/

Beppe Grillo contro la politica italiana: Non sappiamo dove andiamo, cosa facciamo e che cosa stiamo pensando. Aspettiamo Godot, non arriverà mai”.

Grillo ha parlato in un video diffuso sulla rete. Si è presentato davanti alla telecamere con la maschera di un robot e si è lanciato in una lunga riflessione sul rapporto tra uomo e tecnologia. La morale della favola è un attacco alla politica.

Non so se questo sviluppo frenetico tecnologico e scientifico ci cambierà. So che la tecnologia ci porterà a ribadire i concetti di uomo-macchina, le teorie di Asimov […]. Quello che abbiamo davanti è una situazione dell’oltre l’umano. Il trans-umano ci sarà. Avremo vite virtuali, la vita su Marte ci sarà […]. L’essere umano è destinato a sparire […].

Possiamo convivere con la macchina, farci sovrastare dalla macchina […] ma noi arriveremo a non capire più ci siamo, dove siamo e cosa facciamo. È quello che sento io oggi nella politica italiana. Non sappiamo dove andiamo, cosa facciamo e che cosa stiamo pensando. Aspettiamo Godot, Godot non arriverà mai, arriverà una macchina che ha prodotto Godot e si farà conoscere a tutti”.

Roma 01/06/2018 – giuramento Governo Italiano / foto Insidefoto/Image
nella foto: Luigi Di Maio-Matteo Salvini

Critiche al Movimento Cinque Stelle

Sembra evidente che Beppe Grillo abbia voluto mettere il MoVimento a conoscenza del proprio disappunto. La collaborazione con la Lega per il contratto di governo ha evidentemente costretto i pentastellati ad accettare qualche compromesso rispetto al proprio piano politico iniziale. La sensazione è che il mentore dei grillini non stia apprezzando il gioco delle tre carte che si svolge nei palazzi del potere per mantenere la stabilità ed evitare che la prima esperienza di governo dei Cinque Stelle si concluda dopo pochi mesi.