Vertice a Palazzo Chigi, Giovanni Tria fa un passo indietro rispetto alle sue ultime dichiarazioni.

Il ministro dell’Economia Tria torna al centro delle discussioni e dell’attenzione mediatica. Proprio come accaduto nei giorni caldi della definizione della manovra economica e degli scontri con l’Unione europea, il titolare del Mef torna a svolgere un ruolo chiave più che altro per la sua posizione esattamente a metà tra l’incudine e il martello.

Manovra economica, Giovanni Tria tra l’Europa e il governo italiano

Da una parte l’Europa che continua a dirsi scettica delle mosse italiane per quanto riguardo la politica economica, dall’altra il governo a guida Lega-Movimento Cinque Stelle che su questa manovra ci ha messo la mano su fuoco e soprattutto la faccia e quindi non cambia. Anzi, non solo non cambia, ma nega anche l’ipotesi che possa essere necessario cambiare, uno slancio dettato dall’eccessiva sicurezza che tutti si augurano possa non essere tradita dalla prova dei fatti. Perché a quel punto sarebbe un problema notevole per l’Italia e gli italiani.

Green Pass, tutte le regole dal 1 settembre

Giovanni Tria
fonte foto https://twitter.com/Assolombarda

Dalle correzioni alla Tav, Tria sempre il più moderato

Il ministro dell’Economia non ha bandiera politica e si vede. Nei commenti è sempre particolarmente morigerato ed equilibrato. Era stato chiaro quando in occasione del Question Time aveva fatto sapere che è prematuro parlare di manovra correttiva. Non impossibile. Prematuro. Anche sul caso Tav il ministro è stato poco politico e molto concreto: tirarsi indietro dal progetto potrebbe far perdere credibilità all’Italia. Poca credibilità significa pochi investimenti, poca fiducia, pochi soldi e contraccolpo netto sullo spread.

Tria: Mai parlato di correzioni

In seguito al vertice tenutosi a Palazzo Chigi con Conte, Di Maio e Salvini nella sera del 26 febbraio, Tria ha fatto un deciso passo indietro vestendo, almeno pubblicamente i panni dello strenuo sostenitore della manovra economica.

“Non ho mai parlato di aumenti dell’Iva né di manovre sui conti pubblici non c’è nessun contrasto in seno al governo su questi temi. Temi che peraltro ieri non sono stati oggetto di nessuna decisione”.


GeMS compra il 51% di Newton Compton editori

Ragazzo di colore insultato in Pronto Soccorso a Salvini: Ditegli che sono ancora vivo