Crocifisso a scuola, Fioramonti: “Meglio una cartina del mondo”. La Chiesa insorge

Crocifisso a scuola, Fioramonti: “Meglio una cartina del mondo”. La Chiesa insorge

E’ bufera su Fioramonti per le sue dichiarazioni sul crocifisso a scuola. La Chiesa insorge: “Toglierlo sarebbe un favore alla Lega”.

ROMA – E’ bufera sul ministro Fioramonti per le sue dichiarazioni sul crocifisso a scuola. L’esponente del Conte-bis ai microfoni di Radio 1 ha chiarito la sua posizione sulla vicenda: “E’ una questione divisiva – ha precisato – penso ovviamente ad una visione della scuola laica e che dia spazio a tutti i modi di pensare. Secondo me sarebbe meglio appendere alla parte una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione“.

Il ministro, inoltre, ha chiesto anche di “evitare accozzaglie, altrimenti diventa un mercato. Io toglierei anche la foto del presidente Mattarella perché neanche lui la vorrebbe“.

La Chiesa insorge: “Perché fare un favore a Salvini?”

Le parole di Fioramonti non sono piaciute al mondo cattolico. Monsignor Pennisi ha chiesto di non fare un favore alla Lega: “Togliere il crocifisso dalle aule delle nostre classi – precisa l’arcivescovo di Monreale – darebbe solo manforte a Salvini. L’ex ministro dell’Interno, partendo da qui, farebbe una battaglia contro il governo che, oltre ad aumentare le tasse, lede anche la sensibilità di una buona parte degli italiani. Quella del ministro non mi sembra molto popolare. E non credo che l’istruzione possa migliorare“.

fonte foto https://www.quirinale.it/elementi/35596

Il Centrodestra attacca il Governo. Salvini: “Un ministro o un comico”

All’attacco anche il Centrodestra. Il leader della Lega, Matteo Salvini, su Twitter ha duramente criticato le parole del ministro Fioramonti: “Prima l’idea di tassare merendine e bibite, adesso l’idea di togliere i crocifissi dalle aule. Ma questo è un ministro o un comico?“.

Di seguito il tweet di Matteo Salvini

L’idea di Fioramonti non è condivisa neanche dal Partito Democratico con l’ex ministro Fioroni che ha precisato: “In questo momento ci sono altre urgente. Mi sembra opportuno ricordare che duemila anni di storia costituiscono un patrimonio indisponibile dell’Italia in quanto tale“.

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