Paolo Gentiloni sulla situazione economica europea: “Nel 2022 le politiche dovrebbero diventare più differenziate”.

BRUXELLES (BELGIO) – Il commissario Ue Paolo Gentiloni è ritornato sulla situazione economica europea dopo i primi segnali di ripresa. “Nel 2022 – ha detto l’ex premier riportato dall’Ansadovrebbero diventare più differenziate e, per questo, tutti gli Stati dovrebbero dare la priorità a politiche che aumentino gli investimenti pubblici, ma quelli con alto debito dovrebbero limitare la crescita della spesa corrente. Perché una cosa è se la spesa pubblica è utilizzata per spese correnti, un’altra se è usata per investimenti […]. Dire di non ritirare il sostegno troppo presto non significa che non bisogna avere un occhio a quello che può costituire un peso permanente“.

Le indicazioni della Commissione Ue all’Italia

Nell’incontro tra i commissari a Bruxelles si è deciso di raccomandare all’Italia e a tutti i Paesi con squilibri macroeconomici di “utilizzare il Recovery Fund per finanziare investimenti aggiuntivi a sostegno della ripresa, mentre si conducono politiche di bilancio prudenti. Inoltre si deve limitare la crescita della spesa corrente finanziata a livello internazionale […]“.

“Le vulnerabilità economiche – ha sottolineato la Commissione – sono legate ad alto debito, una protratta dinamica di bassa produttività che, con una bassa occupazione, danneggia la crescita potenziale che limita lo spazio per la reintroduzione del debito […]”.

Europa Unione europea
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Patto di stabilità sospeso fino al 2023

Nella riunione, inoltre, si è confermata la sospensione del Patto di stabilità fino al 2023. “Nel pacchetto di primavera del Semestre europeo – hanno ribadito da Bruxelles – si chiede di sostenere l’economia nel 2021 e nel 2022 evitando il ritiro del sostegno. L’attuazione di investimenti e di riforme del Recovery aiuterà la ripresa, rafforzerà la crescita potenziale e l’occupazione, ridurrà gli squilibri e migliorerà le finanze pubbliche. Dal 2022 le politiche dovrebbero differenziare e, quando le condizioni lo consentiranno, gli Stati dovrebbero mettere in campo politiche che assicurino la sostenibilità a medio termine […]“.


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