Omicidio Desirée, le indagini degli inquirenti proseguono. Il GIP: “I fermati mentirono sul mix di sostanze assunte dalla ragazza”.

ROMA – A poco più di una settimana dall’omicidio di Desirée Mariottini emergono particolari sempre più inquietanti dalle indagini. Secondo quanto riferito dal GIP, la ragazza ha assunto i farmaci “credendo che fosse solo metadone e non la sostanza letale che si è rivelata mortale, facendole perdere la capacità di reazione immediatamente“.

I quattro fermati quindi avrebbero mentito sulla sostanza che la giovane stava prendendo, facilitando così il loro stupro. Le indagini proseguono e nelle prossime ore ci potrebbero essere delle novità. Si attendono i risultati degli esami del DNA sugli abiti della ragazza per capire se anche altre persone hanno abusato di lei.

Caso Desirée
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Omicidio Desirée, non si fermano le indagini sui pusher

In attesa degli ultimi esami per avere la certezza del coinvolgimento di altre persone, gli inquirenti continuano la caccia ai pusher che rifornivano i quattro fermati. Al momento gli agenti non escludono nessuna ipotesi, con la possibilità che possa essere coinvolto qualche italiano che resta reale.

Proprio in questo senso la ricerca dell’uomo che secondo alcuni testimoni ha venduto parte della droga agli arrestati non si ferma e nelle prossime ore ci potrebbero essere delle novità. Intanto il GIP ha convalidato tre dei quattro arresti e a breve potrebbe essere confermato anche il quarto fermo. Il pusher è ancora a Foggia e si attende l’ok del magistrato per trasferirlo a Roma dove sarà ascoltato dagli inquirenti.

Sabato 27 ottobre è stata una giornata in ricordo di Desirée. Due le manifestazioni nel quartiere San Lorenzo a Roma in memoria della ragazzina uccisa in un tragico venerdì sera.

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