Gli effetti della nascita e del fallimento della Superlega, Beppe Marotta annuncia il passo indietro: “Consiglio Federale? Rimetterò il mio mandato”.

A tenere banco in questo turno infrasettimanale di Serie A è ovviamente la discussione sulla Superlega, il grande progetto che ha spaccato il mondo del calcio. Tramontato, almeno per il momento, il progetto della creazione della nuova competizione europea, si pensa ora alle conseguenze. Per quanto riguarda il panorama italiano, le squadre che hanno aderito – Juventus, Inter e Milan – non saranno penalizzate in quanto non è possibile e non sarebbe giusto punire un’idea. Le conseguenze quindi sono ai vertici delle società, con Agnelli in discussione e fuori dai tavoli europei e Beppe Marotta che ha comunicato che è pronto a presentare le sue dimissioni e lasciare la carica di consigliere federale dopo le polemiche legate alla nascita della Superlega. Si tratta sostanzialmente di un gesto dovuto e che l’Assemblea accetterà di buon grado.

Gazidis Massara Maldini
Gazidis Massara Maldini

Supelega, Marotta e la carica di consigliere federale: “Rimetterò il mandato nelle mani dell’Assemblea”

Beppe Marotta ha in qualche modo difeso le buone intenzioni alla base della Superlega ma non ha potuto negare che siano stati commessi degli errori: “Un’azione gestita, come giusto, dalla proprietà. Magari scoordinata, ma in buona fede per evitare il default e alla fine fare il bene di tutti“.

Marotta non si tira indietro e ha fatto sapere che la settimana prossima rimetterà il suo mandato di consigliere federali nelle mani dell’Assemblea, che dovrebbe accettare di buon grado il passo indietro del dirigente nerazzurro.

Marotta Inter
Marotta

Paolo Maldini, “Non sono mai stato coinvolto nelle discussioni”

In casa Milan a metterci la faccia è Paolo Maldini, il quale ha fatto sapere di non aver partecipato al progetto e di non essere stato messo al corrente della nascita della nuova competizione europea.

“Vorrei precisare che non sono mai stato coinvolto nelle discussioni sulla Superlega. Ho saputo domenica sera di questa cosa decisa a un livello dirigenziale più alto. Ma questo non mi esenta dallo scusarmi con i tifosi, che si sono sentiti traditi nei principi fondamentali dello sport che al Milan abbiamo sempre rispettato. Ricavi e sostenibilità sono importanti, ma senza rinunciare a meritocrazia e sogni”.

Per Maldini sfilarsi non è complicato, anche perché al momento il Milan è in mano ad un fondo. Non c’è quindi un proprietario identitario, un patron. Ci sono gli affari. Questo nonostante Elliott abbia fatto e stia facendo tantissimo per il Milan.

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ultimo aggiornamento: 22-04-2021


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