Taser, la mamma di Aldrovandi: “Federico è stato massacrato di botte”

Il taser in Italia ha iniziato a dare i suoi primi risultati e il Questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, rivela: “Federico non sarebbe morto”.

REGGIO EMILIA – “Federico è stato ammazzato di botte“. La mamma di Aldrovandi ha risposto così al Questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, che in un’intervista al Resto del Carlino ha dichiarato che il giovane non sarebbe morto se a questi tempi fosse esistito il taser. “Io ho visto – ha detto il dirigente – cosa è accaduto a Ferrara dopo il decesso di Federico anche se non ero il questore in quell’anno. Questo ragazzo sarebbe ancora vivo. Per fermare un giovane alto un metro e 90 hanno dovuto usare il manganello“.

Taser
Taser (fonte foto https://twitter.com/Adnkronos)

Il papà di Federico: “Il taser andava usato sui poliziotti”

Le parole del Questore non sono piaciute alla mamma di Federico Aldrovandi. La signora Patrizia ai microfoni dell’ANSA ha dichiarato che il figlio “è morto perché è stato picchiato. Hanno continuato a pestarlo, schiacciarlo e dargli calci in testa mentre chiedeva aiuto. Mi spiace che si possa giustificare uno strumento pericolosissimo come il taser con questo paragone che non ha senso“.

Per fermare un ragazzo di un metro e novanta – continua – hanno dovuto usare un manganello quella sera. Federico era alto un metro e settantacinque e pesava 60 kg. Evidentemente non si è fermato bene, poteva rileggere bene le carte“.

Più dure le parole di papà Lino: “Il taser quella sera non sarebbe stato da usare su Federico ma su chi lo stava uccidendo senza una ragione“. Aldrovandi è morto in una sera del lontano 2005 e sicuramente l’uso sbagliato della forza è stato fatale per la sua vita. Il taser forse poteva salvarlo ma al momento le carte e le prove dicono completamente altro.

fonte foto copertina https://twitter.com/Adnkronos

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ultimo aggiornamento: 14-09-2018

Francesco Spagnolo

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