Tria: forte il rischio del rallentamento dell’economia globale nel 2020

Il ministro Tria al termine dei lavori della FMI in conferenza stampa: “La preoccupazione per il debito pubblico italiano esiste”.

WASHINGTON (STATI UNITI) – I lavori primaverili del FMI si sono conclusi. Al termine il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in conferenza stampa ha parlato del debito pubblico italiano: “La preoccupazione esiste – precisa il rappresentate del Governo citato dall’Huffington Postma non è stata sollevata negli ultimi giorni. Noi abbiamo bisogno di una riforma del sistema fiscale soprattutto per allentare il perso del ceto medio. Stiamo attendendo la risposta delle ultime misure e teniamo tutto sotto monitoraggio“.

Il titolare del dicastero dell’Economia si sofferma anche su quanto fatto in questi giorni: “Sono stati incontri costruttivi. Come detto in precedenza le nostre previsioni coincidono con le successive previsioni rilasciate qualche giorno fa. L’idea è che la crescita possa riprendere nel secondo semestre ma dipende da cosa accade nel resto dell’UE. Se ci sarà un rallentamento protratto in Italia e in Germania l’impatto lo si avrebbe nel resto dell’Europa. Questa è la maggiore preoccupazione“.

Giovanni Tria
Giovanni Tria

Il ministro Tria: “Al centro della discussione il problema di un rallentamento nel 2020”

Nella sua conferenza stampa il ministro Tria ha parlato di un rallentamento dell’economia anche nel 2020: “Al centro delle discussioni c’è anche questo problema dovuto a incertezze politiche ma anche alla leggera frenata delle grandi economie. In Europa c’è questo rallentamento. Le previsioni parlano di un recupero nel secondo semestre ma i rischi che questa ripresa non accada sono forti“.

Incontro con i giornalisti anche per il governatore della BCE, Mario Draghi, che ha fatto il punto su Italia ed Europa: “La Brexit e le incertezze politiche sono elementi di rischio per l’economia. L’economia si è dimostrata resistente e non ci sono segnali di stress. Per l’Italia le priorità restano la spinta all’occupazione e la crescita: l’Italia sa cosa fare“.

ultimo aggiornamento: 13-04-2019

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