Dieci cose da vedere in Sicilia in primavera: da Noto al Castello di Milazzo

Dalla Valle dei Templi al Teatro greco di Taormina, le dieci cose da vedere in Sicilia in primavera.

Il sesto giorno Dio compì la sua opera, lieto di averla creata tanto bella prese la terra tra le mani e la baciò… là dove pose le sue labbra è la Sicilia“. Così l’imprenditore e dirigente sportivo siciliano, Renzo Barbera, descriveva la meraviglia della sua regione in chiave metaforica. Probabilmente non aveva tutti i torti. Arricchita da un patrimonio culturale unico, la Sicilia è la regione in cui in Italia è più lunga l’estate, tanto che da aprile fino a ottobre è possibile godersi le piacevolezze delle spiagge bianche e delle acque cristalline. Se avete intenzione di trascorrere qualche giorno in quella che una volta era chiamata la Trinacria in questo periodo dell’anno, ecco i nostri consigli sulle dieci cose da vedere in Sicilia in primavera.

Dieci cose da vedere in Sicilia in primavera

La Valle dei Templi di Agrigento. Celeberrima area archeologica della Sicilia caratterizzata da una serie di importanti templi dorici risalenti al periodo ellenico, in uno stato di conservazione eccellente. Qui sorgeva l’antica Akragas, nucleo originario dell’attuale città sicula.

Il centro storico di Noto. La capitale del Barocco siculo è famosa per alcuni esempli di architettura religiosa di valore assoluto, come lo splendido Duomo. Ma è l’intera cittadina ad apparire ancora oggi un vero e proprio gioiello, impreziosito da chiese, palazzi e un pregevole teatro.

La Riserva naturale orientata dello Zingaro a Castellammare del Golfo. Estesa nella parte occidentale del Golfo di Castellammare, nella provincia di Trapani, la Riserva si estende per quasi 1700 ettari di natura incontaminata. Passeggiando per i vari sentieri che qui si snodano, sarà possibile imbattersi in flora e fauna di vario genere, oltre che in paesaggi resi incredibilmente affascinanti dalle falesie che degradano verso il mare.

Scicli. Altro splendido comune siculo inserito nella lista delle ‘Città tardo barocche della Val di Noto’, spesso è riconosciuta per via della fiction RAI ‘Il commissario Montalbano’, girata proprio tra le sue vie. In realtà conserva al suo interno incredibili esempi di commistione artistica derivanti dai periodi di dominazione araba, normanna e aragonese, succedutisi nel corso dei secoli.

Il Teatro greco di Taormina. Si tratta del secondo centro di rappresentazione teatrale classica per dimensione dopo il Teatro di Siracusa, tutt’oggi conservato egregiamente e sede di diverse manifestazioni specialmente nel periodo estivo. Uno dei simboli della città, grazie anche all’affascinante vista che dal suo interno si può godere sulla costa sottostante. Un incanto.

Piazza Duomo a Catania. La principale piazza della città è un vero splendore. In essa confluiscono tre importanti assi cittadine, ed è contornata da un lato dal Duomo, dall’altro dal Palazzo degli Elefanti, ovvero il Municipio. Al centro è posto il simbolo della cittaà di Catania, “u Liotru”, una statua in pietra rafica raffigurante un elefante, sormontata da un obelisco.

La Rocca di Cefalù. Detta “u castieddu”, la Rocca è una rupe di oltre 260 metri che sormonta la cittadina in provincia di Palermo. Oltre che godersi un panorama meraviglioso, sulla cima si potranno ammirare i resti del castello, mentre più in basso una splendida area archeologica.

La fontana di Piazza della vergogna a Palermo. Al centro di Piazza Pretoria, chiamata anche Piazza della vergogna, la fontana di Francesco Camilliani realizzata nel 1554 occupa quasi tutto lo spazio a disposizione. Acquistata dal senato palermitano nel 1573, l’elaborato manufatto in marmo di Carrara richiedette la demolizione di diverse abitazioni per poter essere inserito al centro della piazza. L’appellattivo ‘della vergogna’ risale al 1861, quando i palermitani considerarono la fontana il simbolo di una municipalità corrotta.

I faraglioni di Aci Trezza. Probabilmente meno famosi dei faraglioni di Capri, quelli di Aci Trezza, frazione di Aci Castello, vengono ricordati specialmente per la citazione nel capolavoro di Verga ‘I Malavoglia’, ambientato proprio in questo angolo della sicilia.

Il Castello di Milazzo. Conosciuto anche come ‘Cittadella fortificata’ della città in provincia di Messina, è costituito dalla più estesa cittadella dell’intera Sicilia, con 7 ettari di superficie occupata. Partendo da un nucleo preistorico, nel corso dei secoli hanno contribuito a dargli l’aspetto attuale greci e romani, bizantini e arabi, aragonesi, austriaci, inglesi e Borboni. Dopo un periodo di decadenza, negli ultimi quindici anni tutte le strutture al suo interno sono state oggetto di restauri, e dallo scorso anno la Cittadella è sede di uno dei più importanti festival indie dell’intera Sicilia.

ultimo aggiornamento: 05-06-2017

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