Una lista di dieci cose da vedere nelle Marche in primavera, dal Parco naturale di Monte San Bartolo al Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte.

Nell’Italia centrale, sulla fascia adriatica, vi è una regione ricca di splendore, arte, cultura: le spesso sottovalutate Marche. Se avete voglia di godervi buon cibo, parchi indimenticabili e città meravigliose, questa è proprio la regione che fa per voi. In questa guida vi consigliamo dieci cose da vedere nelle Marche in primavera, per non perdere nulla di ciò che questo territorio può offrire.

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Dieci cose da vedere nelle Marche in primavera

Il Parco naturale di Monte San Bortolo a Pesaro. L’importanza di questo parco sta nella particolarità del suo territorio. È qui infatti possibile rinvenire falesie e grotte di rara bellezza, introvabili nel resto della costa adriatica occidentale. Un luogo incantevole che permette di godere della vista del mare e dell’atmosfera montana in contemporanea.

Il lago di Fiastra. Bacino lacustre artificiale iniziato nel 1955, è situato in provincia di Macerata, al’interno del Parco nazionale dei monti Sibillini, ed è alimentato dal fiume Fiastrone. La sua fama è dovuta soprattutto a importanti eventi sportivi che qui si svolgono.

L’arco di Augusto a Fano. Da sempre uno dei simboli della città, l’arco di Augusto non è altro che la porta d’ingresso principale al comune in provincia di Pesaro e Urbino arriando dall’antica via Flaminia, che all’inteno delle mura si trasforma nel decumano massimo.

Il Parco della resistenza a Urbino. Splendido parco posizionato su una sorta di collina, che permette di ammirare lo splendido centro storico della città, nel quale spicca il Palazzo ducale. Ideale per godersi qualche ora di relax.

La chiesa di Santa Maria della Piazza ad Ancona. Ubicata nell’antico rione Porto, questo particolare edificio di culto venne eretto in stile romanico tra l’XI e il XII secolo, utilizzando come base un’antica chiesa paleocristiana, della quale rimangono i mosaici visibili al di sotto del vetro che ricopre parte del pavimento.

Le gole dell’Infernaccio a Montefortino. Suggestive gole naturali formate dal fiume Tenna tra il monte Priora e il Sibilla, si trovano in provincia di Fermo, all’interno del Parco nazionale dei monti Sibillini. È qui possibile osservare la cascatanascosta e l’eremo di San Leonardo al Volubrio, da anni mete di escursioni e pellegrinaggi.

Il lago di Pilato a Montemonaco. Bacino lacustre rinvenibile sul monte Vettore, a circa 1940 metri di altezza sul livello del mare, è conosciuto come ‘il lago con gli occhiali’, per via dei suoi invasi complementari.

Sirolo. Piccolo e interessante comune in provincia di Ancona, deve la sua fama alle splendide spiagge del Conero, godibili anche dalla cima della collina a picco sul mare in cui è ubicato il paese.

Le mura di Jesi. Splendide, imponenti, racchiudono il centro storico della città medievale, in alcuni punti ancora intatto. Una sorta di porta d’accesso al mondo della Jesi che fu, tra vicoletti e slarghi inattesi, tra chiese e palazzi d’epoca…

Il tempietto di Sant’Emidio alle Grotte ad Ascoli Piceno. Tra i principali monumenti della città marchigiana, si presenta come un emblema unico nel suo genere di arte barocca. Deve il suo nome al fatto che il suo ambiente interno è costituto realmente da una grotta naturale. Difatti, la chiesa si trova al di fuori del contesto urbano, in un luogo immerso nella vegetazione e nel silenzio, un tempo utilizzato dai primi cristiani come necropoli.

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ultimo aggiornamento: 30-05-2017


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