Dieselgate, possibile coinvolgimento anche per tre modelli Opel

Dieselgate, possibile coinvolgimento anche per la Opel

La casa del Fulmine, malgrado le smentite di rito, dovrà rispondere all’autorità federale nei prossimi giorni. L’azienda non commenta le notizie diffuse a mezzo stampa ma conferma azione volontaria su Zafira, Insignia e Cascada.

La lunga saga del dieselgate sembra essere ancora lontana dal concludersi. Lo scandalo che ha investito i principali marchi dell’industria automobilistica tedesca ora pare possa toccare anche la Opel. La casa del Fulmine, dal 2017 di proprietà del Gruppo PSA (Peugeot – Citroen), secondo quanto riferito dalla stampa tedesca sarebbe coinvolta per il funzionamento del sistema di smaltimento dei gas di scarico presente su tre modelli di gamma.

Dieselgate Opel, il ‘no comment’ dell’azienda

In un articolo pubblicato dal portale tedesco www.sueddeutsche.de il giorno 14 luglio, si apprende come la Opel sia chiamata a rispondere in merito ai sospetti sollevati dalla KBA, l’autorità federale tedesca in materia di trasporti. Secondo la Bild am Sonntag, la casa costruttrice avrà due settimane di tempo per replicare alle accuse. Dalla Opel, intanto, nessuna reazione ufficiale, se non un ‘no comment’ da parte di un portavoce e una nota stampa.

Sueddeutsche Zeitung riporta però come un portavoce del Ministero dei Trasporti abbia di fatti confermato come l’azienda sia in qualche modo nel mirino degli inquirenti. La fonte ha rivelato che venerdì 13 luglio c’è stata un’udienza ufficiale nei confronti del costruttore che ha avuto come argomento tre modelli con motori omologati secondo la normativa Euro 6. In attesa dell’esito di tale udienza, però, non è possibile esprimersi in merito all’ammissibilità del “defeat device” sui motori diesel Opel.

Dieselgate Opel
Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/aswany/8542454366

Intanto, la Opel ha diramato, mediante i propri canali ufficiali, una nota in cui fa sapere di “non aver ricevuto alcun ordine dalla KBA e non commenta il procedimento in corso aperto più di due anni fa”. Inoltre, l’azienda specifica di aver già “riconosciuto il potenziale per il miglioramento nel dicembre 2015 ed ha avviato una iniziativa tecnologica per una maggiore trasparenza, credibilità ed efficienza a beneficio dei propri clienti. Parte delle misure volontarie è un’azione volontaria sul campo per le gamme di Opel Insignia (generazione precedente), Zafira Tourer e Cascada con motore Euro 6 e tecnologia SCR delle model year 2013-2016”.

Possibile coinvolgimento per 60.000 tra Opel Zafira, Insignia e Cascada

Pertanto, i tre modelli diesel Euro 6 Opel sotto accusa sarebbero equipaggiati con un dispositivo per il controllo delle emissioni – il succitato defeat device – che permette alle auto di passare i test per l’omologazione salvo poi spegnersi quando la vettura si trova in reali condizioni di guida.

Nel dettaglio, Bild am Sonntag riferisce che la KBA disporrebbe di “prove attendibili” per dimostrare che i motori in questione produrrebbero emissioni 10 volte superiori ai limiti consentiti. I modelli interessati sarebbero 60.000 in tutto il mondo tra Cascada, Insignia e Zafira (di cui 10.000 venduti solo sul mercato interno), come confermato dalla stessa azienda.

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/61671511@N07/5686444041

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ultimo aggiornamento: 16-07-2018

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