Dieselgate, test su cavie umane per “valutare le condizioni di lavoro”

Dieselgate, test su persone svolti dal Policlinico dell’Università di Aquisgrana per valutare la sicurezza della condizioni di lavoro in fabbrica.

Nuovo capitolo dello scandalo dieselgate in Germania: la stampa tedesca ha infatti denunciato l’esistenza di esperimenti su cavie umane per testare gli effetti degli ossidi di azoto sul sistema respiratorio.

L’inchiesta del New York Times

A sollevare un nuovo polverone attorno all’industria automobilistica tedesca era stata l’inchiesta del New York Times a firma di Jack Ewing, che rivelava l’esistenza di test delle emissioni su scimmie (macachi in particolare).

Così, nel mirino di due quotidiani del Paese teutonico, Süddeutsche Zeitung e dello Stuttgarter Zeitung, sono finite in particolare le case produttrici locali Daimler, Volkswagen e BMW, mentre l’Audi aveva già anticipato la necessità di richiamare oltre centomila veicoli Euro 6. La denuncia dei due giornali tedeschi ha sortito come primo effetto quello delle dimissioni volontarie (o presunte tali) di Thomas Steg, capo delle relazioni esterne del Gruppo VW.

Bisogna però fare chiarezza: gli esperimenti – spiega il policlinico dell’Università di Aquisgrana – non hanno nulla a che fare con il dieselgate e sono stati approvati dal comitato etico dell’ateneo. I test in questione sono infatti rivolti a valutare la salubrità degli ambienti di lavoro delle fabbriche automobilistiche, e nello specifico il direttore dell’università ha sottolineato come tali esperimenti non avessero alcun collegamento con quanto evidenziato dal New York Times o con gli studi effettuati nell’ambito dieselgate.

Dieselgate test su umani
Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/Donq-question

Le modalità del test su umani

Al test delle emissioni auto – condotto in collaborazione con l’EUGT, la Società di Ricerca europea per l’Ambiente e la Salute nei Trasporti – avrebbero partecipato 25 soggetti volontari, 19 uomini e 6 donne. Le “cavie” sono state esposte alle esalazioni tossiche per tre ore, un giorno alla settimana per quattro settimane di fila. Durante l’esposizione, i soggetti venivano fatti pedalare (al massimo 10 minuti per ogni ora) per aumentare il ritmo respiratorio.

Nella nota stampa divulgata, l’ateneo tedesco fa sapere che i soggetti coinvolti nel test (svoltosi tra il 2013 ed il 2014) sono stati esposti a quantità di NOx comprese tra 0.01 e 0.05 parti per milioni, ovvero parecchio inferiori alle concentrazioni riscontrabili in molti posti di lavoro in Germania. Pertanto, sottolinea l’RWTH, nessuno dei soggetti ha riportato danni. I dati sono stati resi pubblici nel 2016 dalla rivista International Archives of Occupational and Environmental Health.

Tornando alla sperimentazione mediante cavie animali, la reazione delle aziende coinvolte non si è fatta attendere. Ovviamente, i diretti interessati hanno prima manifestato la loro totale estraneità e hanno preso le distanze dalle modalità adoperate per svolgere i test. La Volkswagen ha annunciato di voler fare piena luce sull’operato dell’EUGT; Matthias Müller ha sottolineato come Steg, dando le dimissioni, si sia assunto in prima persona la responsabilità dell’accaduto, mentre Hans Dieter Pötsch, presidente del consiglio di sorveglianza del Gruppo Volkswagen, ha dichiarato che “i responsabili dovranno affrontare le conseguenze del caso“.

Molto severa anche la reazione del Governo tedesco. Per Angela Merkel le case automobilistiche dovrebbero impegnarsi a limitare le emissioni inquinanti, piuttosto che dimostrarne l’innocuità; il portavoce Steffen Siebert ha invece definito come “eticamente non giustificabili” gli esperimenti condotti sugli animali o addirittura sugli esseri umani.

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/molto-bene/

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/Donq-question

Ricevi le ultime notizie sul mondo dei Motori, lascia la tua email qui sotto:

Acconsento all’invio di newsletter di Delta Pictures

ultimo aggiornamento: 30-01-2018

Redazione Napoli

X