Il discorso del premier britannico ha infastidito alcuni Tory.

Nel suo discorso di dimissioni davanti al numero 10 di Downing Street, Boris Johnson non ha fatto cenno alle sue responsabilità né ha mostrato rimorso per ciò che ha fatto. La responsabilità cade in sostanza tutta sul partito conservatore e alla sua volontà di “farlo fuori”. “Sono costretto a lasciare il lavoro più bello del mondo, dopo aver ottenuto la più grande maggioranza parlamentare dal 1987. Mi spiace e sono triste” ha detto BoJo.

“Ma nessuno è indispensabile, se questa è la volontà dell’istinto gregario a Westminster, che mi ha frenato” un affondo contro i conservatori chiamati velatamente pecore che seguono il gregge che si sono fatte influenzare prendendo posizione contro di lui. Per lui tutte le accuse e gli scandali di cui è stato responsabile o complice sono stati gonfiati ed esagerati dai media e dagli avversari politici.

Boris Johnson
Boris Johnson

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Il discorso di Boris Johnson contro il partito conservatore

Per questo nel suo discorso non chiede mai scusa per quello che ha fatto. “Abbiamo completato la Brexit, distribuito i vaccini anti Covid prima di tutti, abbiamo guidato l’Occidente a sostegno dell’Ucraina contro Putin” elenca tutti i suoi successi. “In questi giorni ho detto a tutti che sarebbe stato eccentrico cambiare guida al governo, ma non mi hanno ascoltato” dichiara con una punta di vittimismo Johnson.

Alcuni sia tra i Tory che tra i laburisti temono un colpo di coda di Boris Johnson dato che nel suo discorso non ha mai nominato la parola dimissioni. Il premier dovrebbe dimettersi in autunno ma alcuni temono un colpo improvviso e chiedono le sue dimissioni da subito. La base Tory punta a Wallace ministro della difesa per sostituirlo e eliminare ogni traccia di populismo legata a Johnson. Cosa farà in autunno il premier non è ancora chiaro né certo.

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ultimo aggiornamento: 08-07-2022


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