Il fratello di Boris Johnson si è dimesso: ecco il motivo

Londra nel caos, si dimette il fratello di Boris Johnson

Il fratello di Boris Johnson si è dimesso. Jo attacca il premier: “Lacerato tra famiglia e interesse nazionale”. Lunedì si vota per anticipare il voto.

LONDRA (INGHILTERRA) – Il fratello di Boris Johnson si è dimesso. La decisione è stata presa il giorno dopo il via libera alla mozione a favore dello stop della Brexit in caso di mancato accordo. “E’ stato un onore – scrive su Twitter Jo – rappresentare la circoscrizione di Orpington per 9 anni e servire come ministro sotto tre premier. Ma nelle ultime settimane sono stato diviso tra la lealtà alla famiglia e l’interesse nazionale. E’ una tensione irrisolvibile e il tempo per gli altri di assumere i miei ruoli di deputato e vice ministro“.

Jo Johnson si dimette

Jo Johnson è da sempre stato un europeista. Proprio per questo il suo ingresso nel governo del fratello Boris aveva creato diverse discussioni. Una visione completamente differente rispetto all’attuale premier inglese che era stata confermata da una lunga intervista ai microfoni de La Repubblica: “L’UE non ci è mai stata ostile, anzi eravamo nelle condizioni perfette per rimanerci“.

Una linea che lo ha portato a rassegnare le dimissioni per evitare delle fratture a livello familiare.

Boris Johnson
Boris Johnson

Ipotesi ritorno alle urne

L’ipotesi di un ritorno alle urne entro il 15 ottobre non è ancora tramontata definitivamente. Nella giornata di lunedì (9 settembre 2019 n.d.r.), infatti, la maggioranza presenterà una mozione per votare prima della Brexit. Si tratta di una mossa ‘disperata’ per cercare di evitare di rinviare l’uscita dall’Unione Europea in caso di un no-deal.

Ma la proposta difficilmente sarà approvata. La maggioranza, infatti, in questo momento è nelle mani dell’opposizione pronta a votare, come successo in passato, no alla mozione di un ritorno alle urne che potrebbe consentire a Boris Johnson di prendere nuovamente il controllo del Parlamento che continua ad essere in mano delle opposizioni.

ultimo aggiornamento: 05-09-2019

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