Dino Sani, “il Cervello” del Milan che trionfa a Wembley

Brasiliano di origini italiane, dotato di grande visione di gioco, Dino Sani arrivò al Milan nel novembre del 1961 per rimpiazzare l’inglese Greaves. Nonostante le titubanze iniziali di Rocco, il giocatore seppe dare una identità ai rossoneri.

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Dino Sani appartiene a quella categoria di giocatori che, muovendosi da una squadra a un’altra nel corso della stagione calcistica, hanno il merito di cambiare il volto e i destini della nuova casacca. Nel caso del centrocampista brasiliano, a beneficiarne fu il Milan.

La “fuga” di Greaves

I rossoneri, nell’estate del 1961, si erano assicurati le prestazioni dell’attaccante inglese Jimmy Greaves, proveniente dal Chelsea, completando un tridente fantastico con Rivera e Altafini. Il centravanti britannico era famigerato per la sua capacità di andare a segno ma anche, al tempo stesso, per la sua scarsa professionalità al di fuori del campo. Dopo una sconfitta in campionato, Nereo Rocco lo sorprese in un locale completamente sbronzo. a quel punto, Greaves fu messo fuori squadra e dopo un pesante alterco negli spogliatoi fu ceduto al Tottenham per centomila sterline.

“Ma questo è un giocatore?”

L’addio improvviso di Greaves costrinse il Milan a tesserare un nuovo calciatore. Anche perché la formazione non girava a pieno ritmo, denotando poca identità di squadra. Nelle fila del Boca Juniors militava un centrocampista non molto aggraziato dal punto di vista fisico e stilistico ma che possedeva ottime doti tecniche e un gran quantitativo di fosforo nella testa. Appena sbarcato a Milanello, Dino Sani lascia più di qualche dubbio al Paron, il quale commenta: “Ma questo è un giocatore?“. Il 29enne di San Paolo ci metterà poco a far cambiare parere al tecnico rossonero. All’esordio, il centrocampista brasiliano è già tra i protagonisti del 5 a 1 con cui il Diavolo stende la Juventus.

Cervello in cabina di regia

In poco tempo, dunque, Dino Sani conquista le chiavi della mediana rossonera. La squadra inizia a girare a dovere e al termine del campionato il Milan vincerà l’ottavo scudetto. Ormai l’ex Boca Juniors è un punto fermo dell’undici guidato da Nereo Rocco: un faro del centrocampo tale da eleggerlo a erede di Gunnar Gren. Nella stagione successiva, Dino Sani è tra i protagonisti dell’undici di Wembley che il 22 maggio 1963 alzerà al cielo la prima Coppa dei Campioni del club rossonero.