Donna morta a Ferrara per una tac letta in maniera errata

Una donna di 70 anni è morta a Ferrare per una tac letta male, scatta una denuncia verso i medici che non hanno riconosciuto il tumore della donna.

FERRARA – Nel 2013 una donna è morta a Ferrara a causa di un tumore. Una cosa normale, ma la morte sarebbe stata prematura a causa di una tac letta male. E dal fatto che i medici non avevano riconosciuto il tumore ai polmoni allo stadio iniziale. Per questo, il 20 dicembre 2013, Gabriella Grossi sarebbe morta.

O, almeno, è questo quello che hanno denunciato i suoi familiari. La sua morte sarebbe stata causata dalla diagnosi errata del tumore al polmone, scoperto solo quando ormai era troppo tardi. Tutto questo, dopo quasi 6 anni dalla morte della donna, ha spinto ad effettuare una denuncia da parte della figlie e della nipote della 70enne.

Donna morta a Ferrara a causa della tac e di un enorme numero di diagnosi errate

La figlia e la nipote della donna, con l’aiuto dell’avvocato Gisella Rossi, hanno chiesto una maggiore chiarezza per quanto riguarda l’ultimo anno di vita della donna. Il tutto per cercare eventuali responsabili nella morte della donna.

Stando alla denuncia, infatti, secondo i familiari la 70enne sarebbe stata “vittima di negligenza” e di “scarsa attenzione” da parte di un medico. La conseguenza sarebbe stata una prima diagnosi errata che ha poi portato ad un enorme numero di diagnosi errate.

Ospedale flebo
Ospedale flebo

Il tutto è iniziato nel 2012, quando la donna viene portata in ospedale con febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Certo, potrebbe essere banale influenza, ma la situazione non migliora e la donna viene mandata in pneumologia.

Lì viene effettuata una tac toracica alla donna, in un poliambulatorio, ma non le viene trovata nessuna anomalia. Nonostante questo, e nonostante le rassicurazioni dei medici, la donna continua a peggiorare.

La donna inizia un calvario di visite. La visita da un otorino, un’operazione per polpi vescicali, un ricovero per problemi ai piedi. Numerose anomali che, però, i vari medici confrontano con i risultati di una tac negativa.

Il tutto anche quando i sintomi diventano sempre più gravi, facendo sospettare ai medici un problema al cuore. Almeno fino al 17 giugno 2013, quando la donna viene ricoverata per un problema respiratorio e una nuova tac scopre il tumore al polmone. Ed è qui che l’oncologa gli rivela che il tumore sarebbe dovuto essere già chiaro nella tac precedente.

La battaglia legale dei familiari

Ormai, tuttavia, è troppo tardi. La battaglia della donna è finita, ma inizia la battaglia legale dei suoi familiari. La denuncia è chiara, l’errore madornale fatto a monte dai medici ha compromesso la salute e ha tolto la vita ad una donna che aveva ancora da vivere.

Nella denuncia specificano anche come l’errata valutazione iniziale ha portato gli altri medici a non considerare il carcinoma, peggiorando ancora la situazione.

L’ipotesi di reato è responsabilità colposa per la morte della donna o lesione in ambito medico, denuncia verso lo specialista e/o terzo che hanno responsabilità nella lettura errata della tac.

ultimo aggiornamento: 08-07-2019

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