Morta di parto a Rimini, ora il medico è indagato

Una donna di 36 anni è morta di parto a Rimini, dopo aver fatto nascere due gemelli. Il medico è stato indagato per omicidio colposo.

RIMINI – Nel 2013 una donna di 36 anni è morta di parto a Rimini. Dopo aver fatto nascere due gemelli, un’embolia polmonare l’ha uccisa. Non una fatalità, almeno secondo il pubblico ministero Luca Bertuzzi. Per l’accusa, infatti, il responsabili della morte della donna è il suo medico.

Una settimana prima del parto, infatti, il medico avrebbe visitato la donna e l’avrebbe rimandata a casa senza problemi. Di conseguenza, nel luglio 2019 la dottoressa è ora accusata di omicidio colposto per la morte di Cristiana Checchetti.

Donna morta di parto a Rimini, si poteva evitare la morte di Cristiana Cecchetti?

Cristiana Cecchetti è morta di parto il 12 febbraio 2013, a 36 anni. Una settimana prima del parto era stata visitata dalla dottoressa ora sotto accusa. Una visita medica che le aveva dato l’ok per il parto.

Ospedale flebo
Ospedale flebo

Una settimana dopo la visita, il 12 febbraio, la donna si era diretta in ospedale perchè accusava dei forti dolori. Mentre si dirigeva all’Ospedale di Rimini con il marito, poi, la Cecchetti iniziò ad accusare anche difficoltà respiratorie.

Il marito chiamò il 118 avvertendo l’ospedale, ma nonostante i numerosi medici in attesa, l’unica cosa che poterono fare fu far nascere i gemelli per evitare che morissero anche loro.

Lorenzo e Marianna ce la fecero, la loro madre, invece, no.

La dottoressa accusata di omicidio Colposo

L’Ospedale di Rimini dispose subito un’autopsia per capire perchè la donna fosse morta. E da lì si capì che la causa era stata un collasso polmonare dovuto ad un scompenso cardiaco.

Già all’epoca la Procura aveva aperto un’inchiesta sulla morte della donna, recuperando le cartelle cliniche e il medico che l’aveva visitata era stata iscritta nel registro degli indagati.

Gli inquirenti hanno concluso che la dottoressa non aveva approfondito le condizioni cliniche della donna, e che se l’avesse fatto avrebbe potuto combattere in tempo il problema polmonare.

La dottoressa, accusata ora di omicidio colposo, a luglio 2019 è stata sentita dal magistrato insieme al suo avvocato.

ultimo aggiornamento: 11-07-2019

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