Condannata una donna, Corena Minjarez per aver ucciso i figli del compagno e occultato i loro corpi per anni.
Negli Stati Uniti, casi di abuso infantile e omicidio domestico emergono spesso quando ormai è troppo tardi. La storia di una donna, Corena Minjarez, 37 anni, condannata all’ergastolo per l’uccisione dei due figli del compagno, ha sconvolto la comunità di Pueblo, Colorado e ha riportato l’attenzione sulle dinamiche oscure della violenza familiare nascosta.
Secondo i documenti del tribunale e il comunicato ufficiale del 10° Distretto della Corte del Colorado, Yesenia Dominguez, 3 anni, e Jesus Dominguez Jr., 5 anni, sono morti nel 2018 a causa di abusi continui, ma i loro corpi sono stati scoperti solo nel 2024, sei anni dopo, grazie alla segnalazione della madre di Minjarez.

Una convivenza tossica tra abusi e dipendenze
Come riportato da lawandcrime.com, Corena Minjarez e il compagno, Jesus Dominguez Sr., vivevano in condizioni precarie, segnati da una dipendenza da metanfetamina e oppioidi. Durante il processo, Dominguez ha ammesso di aver assistito e in parte partecipato agli abusi, raccontando episodi scioccanti: Yesenia costretta a sedere in un sacco della spazzatura in auto, e il piccolo Jesus spruzzato con un getto ad alta pressione a un autolavaggio.
Yesenia morì il 14 marzo 2018, dopo aver perso conoscenza nel retro dell’auto. I genitori, temendo l’intervento dei servizi sociali, non la portarono in ospedale, ma occultarono il corpo in un contenitore, poi nascosto in un’unità di deposito. Jesus Jr. morì un mese dopo, e fu infilato in una valigia, lasciata nel bagagliaio di una Pontiac che finì in uno sfasciacarrozze.
La scoperta dei corpi e la condanna
La svolta avvenne nel gennaio 2024, quando la madre di Minjarez trovò un contenitore sospetto. All’interno, gli agenti rinvennero i resti della piccola Yesenia. Poco dopo, fu trovato anche Jesus Jr., ormai completamente decomposto.
Il processo, iniziato l’11 agosto 2025, si è concluso con la condanna di Minjarez a due ergastoli consecutivi senza possibilità di libertà condizionale, per omicidio di primo grado e abuso di cadavere. Il compagno ha patteggiato per omicidio di secondo grado, in cambio della testimonianza.
Questa vicenda solleva interrogativi profondi sulla negligenza sistemica, il silenzio delle famiglie e la difficoltà nel rilevare segnali di abuso nei bambini, soprattutto quando i genitori sono gli autori del male. Un monito tragico che richiama alla necessità di vigilanza e prevenzione.