Donnarumma: “Sono legato ai rossoneri, cerco casa a Milano”

Donnarumma: “Sono legato ai rossoneri, cerco casa a Milano”

Gigio ha parlato anche della trattativa per il rinnovo del contratto: “Sono sereno, tutti conoscono la mia volontà̀”, ha dichiarato Donnarumma.

“Io sono molto legato al Milan”. Gianluigi Donnarumma lancia segnali inequivocabili al Milan. Nel corso di un’intervista esclusiva con GQ (in edicola domani), il portierone rossonero ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Sto cercando casa a Milano. Un appartamento grande, dove ci sia spazio per tutti i miei cari, e siccome il centro di Milano è bellissimo lo cerco lì. Mi sento pronto”. Il rinnovo, dunque, è sempre più vicino: “Sono sereno, perché́ tutte le parti di questa trattativa conoscono la mia volontà̀. Con Mino ed Enzo Raiola, che fu il primo a notarmi, e con la mia famiglia formiamo una squadra”.

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Donnarumma, fra le altre cose, ha parlato della sue esperienza da ragazzino nel Club Napoli: “Avevo quattro anni, mi ci aveva portato lo zio Enrico, che purtroppo se ne è andato troppo presto. Poi cominciò ad accompagnarmi mia madre e per quanto le categorie crescessero in fretta, per un bel pezzo pretesi di averla dietro alla porta, che altrimenti mi mettevo a piangere. Credo che la situazione avesse del grottesco: questo ragazzo grande e grosso – ero fuori scala già̀ da bambino – che lasciava increduli gli attaccanti avversari per quante ne parava, ma che appena la mamma spariva per un caffè scoppiava in lacrime”.

Un talento sbocciato in tenera età: “Già da piccolo paravo dei tiri che un bimbo della mia età̀ non avrebbe dovuto parare. Sul momento non me ne rendevo conto: mi tuffavo anche se la palla era molto angolata, la pigliavo o la deviavo in angolo, tornavo subito in piedi. Ecco, era lì che alzavo lo sguardo su compagni e avversari, per scoprire che avevano tutti gli occhi sgranati, a partire da quello che aveva tirato, e che non si capacitava di come un pallone così ben diretto non fosse finito in gol. Dopo le prime volte i compagni cominciarono ad abituarsi, mi battevano il cinque e si davano di gomito, erano felici per quella specie di magia, e io con loro. Gli avversari invece cambiavano, partita dopo partita, e quell’espressione di stupefatta delusione si ripeteva su facce sempre nuove”.

Un commento, infine, su Gigi Buffon: “È un mito, il classico tipo che riesce a farsi voler bene da tutti. Scherza, tiene su l’ambiente, a me ha dato un sacco di consigli. Quando ci alleniamo insieme cerco di rubargli i segreti del mestiere, perché tecnicamente è fantastico”.

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