Brexit, Londra punta a avere un’immigrazione qualificata con permessi più brevi

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Al termine del processo iniziato con la Brexit, il Governo britannico ha in mente un piano sull’immigrazione. Londra vuole applicare il “cherry picking” e servirà il passaporto anche per i cittadini comunitari.

LONDRA – Il 29 marzo 2019 il processo iniziato con la Brexit dovrebbe arrivare a conclusione e sancire in maniera ufficiale quella che è stata la volontà del popolo della Gran Bretagna di uscire dall’Unione Europea, espressa il 23 giugno 2016 mediante referendum.

Il piano sull’immigrazione

The Guardian ha pubblicato un documento segreto datato agosto redatto dal Ministero dell’Interno: il contenuto (82 pagine) contiene le modalità di gestione dei flussi degli ingressi nel Regno Unito, volto a una severa stretta.

Fine della libera circolazione

I migranti provenienti dall’Unione Europea non avranno più libero accesso una volta che sarà completato il processo della Brexit. Fino a ora, infatti, bastava la carta d’identità valida per l’espatrio per mettere piede a Londra o nelle altre città inglesi. Dal 2019, anche i cittadini comunitari dovranno esibire il passaporto.

Immigrati qualificati

Uno dei punti più importanti del documento è il cosiddetto “cherry picking”, ossia la selezione di coloro che chiedono di entrare in Gran Bretagna in base al livello di qualificazione e professionalità. I “migliori” stranieri potranno richiedere e avere un permesso di 5 anni. Per gli altri il permesso non supererà i due anni. La stretta di Londra riguarderà anche i ricongiungimenti familiari: solo i partner e i figli sotto i 18 anni saranno accolti.

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ultimo aggiornamento: 06-09-2017

Fabio Acri

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