Sei stato da poco assunto in un’azienda e sei ancora indeciso su dove destinare il TFR? Ecco una serie di riflessioni per aiutarti nella scelta

Sei finalmente riuscito a trovare un lavoro? Bene, c’è sicuramente da festeggiare visto che i tempi moderni non sono così rosei per i milioni di italiani disoccupati che cercano ogni giorno lavoro. Sicuramente prima di tutto c’è una scelta da fare e peraltro in poco tempo: ossia dove destinare il TFR?

Dove destinare il TFR?

Se sei stato da poco assunto sappi che nel giro di sei mesi dovrai decidere dove vuoi destinare il TFR, ossia il trattamento di fine rapporto. Tutti i lavoratori dipendenti, infatti, entro sei mesi dall’assunzione sono chiamati ad indicare la propria preferenza circa la destinazione del TFR, la liquidazione che spetterà ad ogni lavoratore nel momento in cui verrà a cessare il rapporto di lavoro. Si tratta di una scelta importante che non deve essere assolutamente sottovalutata considerando che entrano in gioco una serie di fattori: convenienza economica, età pensionabile e scelta destinazione liquidazione. Sono tre le possibili opzioni di scelta dove è possibile destinare il proprio TFR:

  • lasciare il TFR direttamente in azienda;
  • versarlo in un fondo pensione;
  • aderire ad una forma di previdenza complementare tramite una banca o compagnie di assicurazione.

Cosa scegliere?

Per decidere nel migliore dei modi dove destinare il proprio TFR è importante considerare un’importante cambiamento entrato in vigore con la riforma del 2005 che ha apportato una netta divisione tra aziende con numero inferiore 50 dipendenti e azienda con più di 50 dipendenti. Per le aziende con un numero di lavoratori inferiore alle 50 unità sono poche le novità da considerare. Il tfr sarà calcolato come sempre tenendo conto delle rivalutazioni. Se, invece, ci riferiamo ad un’azienda con più di 50 dipendenti, in questo caso l’azienda è costretta a trasferire le singole somme maturate per il TFR finale presso un fondo unico nazionale che viene gestito direttamente dall’INPS. Non solo la riforma 2005 ha inserito anche il cosiddetto silenzio assenso: se il lavoratore non decide entro 6 mesi il tfr sarà trasferito direttamente ad un fondo negoziale.

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ultimo aggiornamento: 20-03-2017


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