Dove lasciare tfr? Quali sono le scelte possibili per il lavoratore dipendente? Quale è più conveniente rispetto alle altre?

Il TFR o trattamento di fine rapporto è una parte dello stipendio di un lavoratore dipendente che viene messa da parte dal datore di lavoro. Si tratta di una forma di pagamento che verrà erogata al lavoratore quando viene a cessare il rapporto di lavoro. Ma dove è possibile lasciare il tfr? Ecco quali sono le scelte possibili per il lavoratore dipendente.

Dove lasciare tfr?

Sono tre le opzioni possibili:

  • lasciarlo in azienda:
  • lasciarlo in un fondo pensione;
  • lasciarlo in busta paga;

TFR in azienda

Lasciarlo in azienda: se il lavoratore decide di lasciarlo in azienda dovrà considerare una serie fattori. In primis i rendimenti che tengono conto del mercato e dell’inflazione dei prezzi; di conseguenza se l’inflazione è bassa (come peraltro succede di questi anni) i rendimenti del tfr sono molto bassi (all’incirca 1,5%). Il denaro accantonato sarà disponibile quando viene a cessare il rapporto di lavoro oppure è possibile richiedere un anticipo del 70% solo dopo 8 anni di lavoro presso la stessa azienda qualora si presentino casi eccezionali come: spese sanitarie improvvise, acquisto prima casa, spese da sostenere per la formazione dei figli.

TFR in fondo pensione oppure in busta paga

Lasciare tfr in fondo pensione: se il lavoratore decide per un fondo pensione dovrà valutare se versarlo in un fondo negoziale (rendimento del 5,4%) oppure in un PIP (rendimento del 3,6%). Ma quali sono i pro del fondo pensione? Sicuramente chi decide di versare la propria liquidazione in un fondo pensione potrà godere di un contributo aggiuntivo solitamente dell’1% rispetto a quanto versato. Il denaro accumulato è disponibile nel momento in cui il lavorare raggiunge alcuni requisiti pensionistici oppure in caso di cambio lavoro oppure in caso di inoccupazione per un periodo superiore ai 48 mesi. Dopo 8 a anni di servizio presso la stessa azienda è possibile richiedere un anticipo del 30% per acquisto o ristrutturazione prima casa o per spese figli. Lasciarlo in busta paga: è possibile mese per mese e chi sceglie questa opzione non potrà cambiarla sino al 30 giugno 2018.

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