Si riaccendono le discussioni sulla scuola in vista del dpcm di Natale. La ministra Azzolina spinge per la ripresa della didattica in presenza.

In vista del dpcm di Natale si riaccende lo scontro al governo sulle riaperture da disporre con il nuovo decreto e soprattutto sulla scuola. Il tema è il solito: ogni ministro inevitabilmente tira acqua al suo mulino. Ognuno ha un settore e diverse categorie da difendere, e con ogni probabilità ancora una volta l’argomento che richiederà un’approfondita discussione è quello della riapertura delle scuole.

Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Dpcm di Natale, tensione al governo sulle riaperture. Il nodo resta la scuola

Stando a quanto emerso a mezzo stampa, l’orientamento di parte del governo sarebbe quello di rimandare la riapertura delle scuole chiuse con il dpcm del 3 novembre a gennaio, quindi alla fine delle vacanze natalizie. Si tratta di un ragionamento che si basa tutto sui tempi. Non vale la pena correre il rischio per un periodo di tempo così limitato. La riapertura consentirebbe agli studenti di svolgere in presenza una quindicina di giorni di lezione prima dell’inizio delle vacanze. E i rischi sarebbero più dei benefici. Da qui la decisione di rimandare ogni valutazione a gennaio, con il Natale e il Capodanno alle spalle.

Scuola - Liceo
Scuola

La ministra del’Istruzione Lucia Azzolina solleva il problema della scuola

Tutti d’accordo? Ovviamente no. Stando a quanto riferito da il Corriere della Sera, di fronte alle richieste legate alla riapertura di negozi, ristoranti e impianti sciistici la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina avrebbe messo sul piatto anche la riapertura delle scuole.

Il senso del discorso sarebbe più o meno il seguente: perché riaprire tutto e non le scuole? Domanda legittima ovviamente da parte di chi gestisce il Ministero dell’Istruzione e che quindi ha le sue priorità che sono evidentemente diverse da quelle di altri ministri.

Lucia Azzolina
Lucia Azzolina

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ultimo aggiornamento: 22-11-2020


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