E’ scontro tra Governo e Valle d’Aosta. L’esecutivo potrebbe impugnare la legge approvata dalla Regione.

ROMA – E’ scontro tra il Governo e la Valle d’Aosta. Il presidente Lavevaz non ha accettato la decisione dell’esecutivo di lasciare la regione in Valle d’Aosta. Da qui l’ordinanza di riaprire gli esercizi commerciali anticipando il passaggio in zona arancione.

Una decisione presa dopo l’approvazione di una legge contro i Dpcm nazionali e per la gestione autonoma dell’emergenza.

Terza dose Vaccino, a chi spetta prima e quanto dura.

La richiesta di fare passo indietro di Boccia e la replica di Lavevaz

Il ministro Boccia ha immediatamente chiesto la revoca della legge. Nessun passo indietro da parte di Lavevaz. Il presidente nell’ultimo Consiglio regionale ha ribadito che “il provvedimento va nella direzione giusta, non importa se sarà impugnata, è un segnale forte della nostra autonomia che fa capire che la Valle d’Aosta ha uno Statuto che vogliamo difendere“.

Boccia duro: “Non si rendono conto della crisi sanitaria”

Non si è fatta attendere la controreplica del ministro Boccia. “Tutti conoscono l’importanza della grave crisi che stanno sopportando le categorie economiche – ha detto il titolare del Dicastero degli Affari Regionali, citati dall’AdnKronosevidentemente non tutti si rendono conto della gravissima emergenza sanitaria e del numero di famiglie di ogni giorno devono affrontare pesantissimi lutti […]“.

La Valle d’Aosta – ha aggiunto – ha perso 322 concittadini dall’inizio della pandemia, 5 nella sola giornata di ieri (1 dicembre 2020 n.d.r.), il presidente Lavevaz farebbe bene ad approfondire tutti questi aspetti di assumere decisioni che potrebbero provocare danni non solo sanitari ma anche economici a un territorio che ha molto bisogno del sostegno dello Stato. Sostegno totale che confermo, ribadisco e assicuro ancora a nome del governo. Ma sempre nel rispetto assoluto delle regole e della sicurezza sanitaria“.

Francesco Boccia
Francesco Boccia

Il Governo impugna l’ordinanza

Il Governo, quindi, potrebbe impugnare l’ordinanza nelle prossime ore al Tar del Lazio. Un braccio di ferro destinato a durare per diverse settimane.

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ultimo aggiornamento: 03-12-2020


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