Draghi convoca Cdm urgente: Pnrr a rischio

Draghi convoca Cdm urgente: Pnrr a rischio

Il presidente Draghi ieri ha convocato un consiglio dei ministri urgente destando sorpresa tra gli stessi ministri.

I ministri sono stati allertati poco prima della comunicazione ufficiale del consiglio dei ministri indetti dal premier Draghi ieri alle 18. I ministri erano all’oscuro anche dei motivi di questa urgenza di un Cdm. La riunione è durata poco ma ha messo in allerta partiti e ministri sulle situazioni da gestire con responsabilità e celerità.

Le riforme che sono un requisito fondamentale per non mettere a rischio i fondi del Pnrr devono essere approvate in tempi rapidi. Le questioni principali che Draghi ha posto sul tavolo ai ministri sono state la riforma della Concorrenza e la necessità di sbloccare le concessioni per i balneari. Il dl concorrenza è fermo in commissione Industria al Senato e questo preoccupa il premier. A bloccare il provvedimento è l’emendamento all’articolo 2 relativo alle concessioni balneari.

Il nodo politico che non riesce a sciogliersi in un accordo rischia di bloccare la riforma e quindi i fondi del Pnrr per cui sono fondamentali le riforme. “C’è stata semplicemente l’indicazione da parte del presidente del Consiglio di poter chiudere la legge delega entro maggio, anche con la fiducia, se necessario» ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico d’Incà, al termine del Consiglio dei ministri, lasciando Palazzo Chigi.

Mario Draghi

Riforme necessarie per il Pnrr

Il mancato rispetto di questa tempistica metterebbe a rischio, insostenibilmente, il raggiungimento di un obiettivo fondamentale del Pnrr, punto principale del programma di Governo” ha avvisato Draghi. Per questo il premier ha sollecitato i ministri per accelerare l’iter di approvazione di questi provvedimenti bloccati.

Le forze politiche sono fiduciose che si possa riuscire a trovare un accordo. Tra questi i capigruppo di Lega e Forza Italia, Romeo e Bernini che assicurano che “anche sul decreto concorrenza l’obiettivo è tutelare 30.000 piccole aziende italiane e 100.000 lavoratori del mare. Siamo ottimisti che si possa trovare un accordo positivo su un tema che, peraltro, non rientra negli accordi economici del Pnrr“.