Continua il duello tra il premier Draghi e il leader del M5S sulle spese militari.

Giuseppe Conte è stato confermato alla leadership del Movimento 5 Stelle e ha promesso che si batterà per la spesa militare. I pentastellati avevano espresso il loro dissenso sulla proposta di aumentare al 2% del Pil la spesa militare in vista di questa guerra. Ora lo scontro si è aperto tra l’ex presidente del Consiglio e chi lo ha rimpiazzato.

Il capo dei grillini si oppone all’aumento della spesa militare perché al momento vi sono altre priorità per il nostro paese come sanità e caro bollette. Per Conte chiedere agli italiani il 2% del Pil, quando hanno difficoltà a comprare i beni di prima necessità e pagare le bollette, per pagare le armi è assurdo.

Ma Draghi non è disposto a trattare e ieri il governo ha deciso di accogliere l’odg proposto da Fratelli d’Italia aumentando le spese militari al 2% senza passare per il voto. Questo ha scatenato l’ira di Conte e il duello tra i due.

Dopo Draghi e Conte hanno avuto un faccia a faccia che secondo molti non è andato come sperato, ma come immaginato ovvero male. Questo duello tra i due però rischia di far scatenare una crisi di governo nel momento meno opportuno per la stabilità del paese.

Da Palazzo Chigi chiariscono che: “Il Governo intende rispettare e ribadire con decisione gli impegni Nato sull’aumento delle spese militari al 2% del Pil. Non possono essere messi in discussione gli impegni assunti, in un momento così delicato alle porte dell’Europa. Se ciò avvenisse verrebbe meno il patto che tiene in piedi la maggioranza“.

Mario Draghi
Mario Draghi

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Draghi e Conte si scontrano, il premier sale al Colle

Subito il presidente del Consiglio si è recato al Colle per aggiornare il Presidente della Repubblica e chiudere la questione e probabilmente informarlo di una eventuale crisi di governo. Se per Conte non c’è fretta di rispettare questi impegni di aumentare le spese militari, da parte di Draghi questo è un elemento cruciale dal punto di vista politico.

Per Draghi questo dibattito sulle armi è un “patto che tiene in piedi la maggioranza”. Inoltre ricorda ciò che Conte stesso aveva programmato quando era alla guida del governo dal 2018. “I piani concordati nel 2014, e seguiti dai vari governi che si sono succeduti, prevedono entro il 2024 un continuo progressivo aumento degli investimenti.” Così Draghi fa buttare giù tutti i numeri che mettono Conte con le spalle al muro. “Il bilancio della difesa nel 2018 era sostanzialmente uguale al 2008. Nel 2018 si registravano circa 21 miliardi, nel 2021 24,6 miliardi (un aumento del 17 per cento): questi sono i dati del Ministero della difesa nei governi Conte. Tra il 2021 e il 2022 il bilancio della difesa sale invece a 26 miliardi: un aumento del 5,6 per cento”.

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ultimo aggiornamento: 30-03-2022


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