Il premier si scaglia contro il Superbonus 110% ritenendola una misura iniqua. I cinque stelle lo prendono come un affronto.

Nel suo intervento di ieri a Strasburgo alla plenaria dell’Europarlamento, Mario Draghi dichiara di non essere d’accordo con il superbonus del 110%. Il presidente del Consiglio ritiene che questa misura, voluta fortemente dal M5S abbia triplicato i prezzi. “I prezzi degli investimenti necessari per le ristrutturazione sono più che triplicati perché il 110%di per sè toglie l’incentivo alla trattativa sul prezzo” ha dichiarato Draghi.

Questo attacco non è stato preso molto bene dal M5S che sottolinea che l’avversione del premier al Superbonus si era già dedotta dalle modifiche dei mesi scorsi. I rapporti tra i grillini e il presidente Draghi si fanno sempre più tesi. L’ultimo scontro è stato causato proprio dalla norma inserita all’interno del decreto aiuti riguardo l’inceneritore a Roma. Conte aveva parlato di “ricatto” da parte del governo su questa faccenda. Ora torna a scagliarsi contro le parole del premier definendole “irricevibili”.

Mario Draghi
Mario Draghi

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Nuovi scontri tra governo e M5S

Dal M5S arrivano le difese del Superbonus. Il deputato Fraccaro ci tiene a ricordare che questa misura è stata frutto della volontà parlamentare di tutte le forze politiche e anche se ha un giudizio negativo a riguardo non può boicottarla. Inoltre, in una notte i cinque stelle ricordano che il superbonus “nel 2021 ha contribuito in maniera decisiva a quel +6,6% del Pil di cui ha giovato in primis proprio il premier.” Tra l’altro questa misura è stata più volte lodata dalle istituzioni europee e “il nostro primo ministro la boccia sonoramente proprio a Strasburgo” dice la nota pentastellata.

Non è la prima volta che il premier Draghi boccia il Superbonus ma questa volta è arrivata chiaramente. La misura era stata presa dal governo giallorosso per l’efficientamento energetico degli edifici. Ma il premier sottolinea i punti a sfavore del 110%. Il primo è il rischio di frodi che già sono state segnalate al netto di oltre 4 miliardi e mezzo di illeciti e circa 2,3 miliardi di sequestri. Il secondo punto è la spesa delle ristrutturazioni che sono triplicate. Entrambi i punti a sfavore pesano sulle casse dello stato.

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ultimo aggiornamento: 04-05-2022


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