Coronavirus, c’è preoccupazione intorno alle riaperture: i vaccini potrebbero non bastare, servono ancora le restrizioni.

Mentre il governo annuncia le riaperture a partire dal prossimo 26 aprile, un gruppo di studiosi lancia l’allarme evidenziando come i vaccini non bastano per piegare la curva, che può essere tenuta sotto controllo solo con le restrizioni.

Vaccino coronavirus
Vaccino coronavirus

Emergenza coronavirus, i vaccini non bastano: servono restrizioni

Lo studio condotto dal team di esperti dell’Università di Trento, della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, dell’Università di Udine, del Politecnico di Milano pubblicato su Nature dimostra come ancora nelle prossime settimane per tenere sotto controllo la curva dei contagi saranno fondamentali gli interventi non farmaceutici. Sostanzialmente le restrizioni.

I vaccini quindi non sarebbero sufficienti a garantire un abbassamento dei contagi e dei decessi legati alla diffusione del coronavirus.

Le restrizioni ridurrebbero in maniera significativa i nuovi casi e i decessi.

“I nostri risultati confermano che gli interventi non farmaceutici per arginare la diffusione del virus saranno cruciali, indipendentemente dalla velocità di vaccinazione. Parallelamente, varrebbe la pena prendere in considerazione l’accelerazione della campagna di immunizzazione, sul modello del Regno Unito, anche aumentando l’intervallo tra le due dosi, per raggiungere un basso indice di trasmissione, necessario per allentare le misure degli NPI”, concludono gli scienziati come riportato dall’Agi.

Coronavirus
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La posizione del Comitato Tecnico Scientifico

Stando a quanto emerso a mezzo stampa, anche nel Cts ci sarebbe qualche voce scettica. Le riaperture sono state annunciate partiranno dal prossimo 26 aprile, ma c’è chi sostiene che al momento la campagna di vaccinazione ancora non ha raggiunto un livello tale da garantire riaperture in piena sicurezza. Il rischio che la curva possa tornare a crescere in maniera anche significativa esisterebbe, secondo il pensiero dei più prudenti. Anche il premier Draghi ha ammesso che un margine di rischio ovviamente esiste, “un rischio ragionato“, per usare le parole del Presidente del Consiglio.

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ultimo aggiornamento: 17-04-2021


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