Ebola virus peluche: l’esplosione dell’epidemia, diventa marketing

Un’azienda americana ha dato vita all’ebola virus peluche, ma non riesce più a soddisfare la domanda incessante del virus letale in stoffa.

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Sarà giusto guadagnare sulla sofferenza altrui? Eppure capita spesso e volentieri così.

Infatti, è il caso di una azienda americana che produce microbi e virus di peluche: dopo l’esplosione dell’epidemia Ebola e i primi casi di contagio in Occidente, non riesce infatti più a soddisfare una domanda incessante di pupazzi a forma del terribile virus che arriva dall’Africa.

L’ebola virus peluche è a forma di microbo di virus, nonchè di un verme lungo, costa dai 10 ai 30 dollari in base alla dimensione ed è accompagnato da questa descrizione:

“Scoperto nel 1976, Ebola è diventato il T.Rex dei microbi”

Sconcertante? Forse sì, ma quel che è ancora più incredibile è che sul sito della Giant Microbes alla voce peluche di Ebola appare la scritta “Esaurito”. Il peluche  praticamente è sold out e i suoi produttori ne sono entusiasti. La maggior parte delle vendite, infatti, stanno andando a istituzioni mediche e scuole che utilizzare il giocattolo per scopi didattici.

L’azienda, nata nel 2002, oggi distribuisce oltre 150 diversi microbi di peluche nel mondo e ne ha venduti oltre 10 milioni.  Oltre al tristemente noto Ebola, nel catalogo sono presenti anche l’antrace, il cancro al seno, la varicella, la gonorrea e la diarrea.

In America si sa, tutto è business, ed anche dall’Ebola c’è chi trova la sua fonte di guadagno.