Leishmaniosi canina 2026: nuovi test e protezione efficace
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Direttore: Franco Ferraro

Leishmaniosi nel 2026: perché la prevenzione non è più solo stagionale

Un medico veterinario durante una visita di controllo a un piccolo cane bassotto.

Con il cambiamento climatico, il pappatacio è attivo quasi tutto l’anno. Ecco come aggiornare lo scudo protettivo del tuo cane contro questa grave patologia.

La Leishmaniosi è una malattia parassitaria trasmessa dalla puntura del flebotomo (o pappatacio), un piccolo insetto simile a un moscerino. Un tempo confinata nelle aree costiere e mediterranee, oggi la malattia si è diffusa in tutto il Nord Italia e nelle zone collinari a causa dell’innalzamento delle temperature medie. Nel 2026, i veterinari osservano che i flebotomi rimangono attivi per periodi molto più lunghi, rendendo la protezione stagionale (da maggio a settembre) del tutto insufficiente. La Leishmaniosi è una malattia cronica e sistemica che attacca i reni, la pelle e le articolazioni, e sebbene esistano cure per gestirla, la guarigione completa è rarissima.

Cane dal veterinario
Cane dal veterinario

Sintomi subdoli e l’importanza degli screening

Uno dei problemi principali di questa malattia è il lungo periodo di incubazione, che può andare da pochi mesi a diversi anni. Il cane può apparire sano pur essendo infetto. I primi segnali visibili sono spesso la perdita di pelo intorno agli occhi (effetto occhiale), la crescita eccessiva delle unghie (onicogrifosi), la perdita di peso nonostante l’appetito e, nei casi più avanzati, epistassi (sangue dal naso) e insufficienza renale. Effettuare un test sierologico annuale è l’unico modo per individuare la malattia precocemente. Un intervento tempestivo permette di iniziare terapie che tengono bassa la carica parassitaria, garantendo al cane una qualità di vita pressoché normale.

Multiproprotezione: vaccini e repellenti

La difesa moderna si basa sulla “strategia a due livelli”. Il primo livello è la protezione esterna tramite collari, pipette o spray a base di repellenti (come la permetrina) che impediscono al flebotomo di pungere. Il secondo livello è la stimolazione immunitaria tramite la vaccinazione o l’uso di immunomodulatori orali che preparano il sistema immunitario del cane a combattere il parassita nel caso in cui venisse comunque infettato. È fondamentale ricordare che i gatti e gli umani possono essere punti, ma il cane rimane il serbatoio principale; proteggere lui significa proteggere tutta la famiglia. Non dimenticare di ridurre l’esposizione al tramonto e all’alba, momenti di massima attività degli insetti.

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ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2026 16:04

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