Il Niger va al voto per scegliere il successore del presidente Issoufou. La sfida è tra il suo braccio destro Bazoum e Ousmane, già in carica nel 1993.

NIAMEY – Giornata importante in Niger, dove 7,4 milioni di cittadini soono chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente, in successione di Mahamadou Issoufou. La maggioranza della popolazione, su un totale di 22 milioni, è composta da minorenni.

Niger, povertà e jihadismo

Il Paese africano va al voto per una transizione democratica per la nazione più povera al mondo e alle prese con la violenza jihadista fuoriuscita dai vicini Mali e Nigeria. Migliaia di soldati saranno schierati in tutto il Niger a garantire che le operazioni si svolgano in totale sicurezza e si possa svolgere il primo passaggio di potere democratico dall’indipendenza dalla Francia nel 1960.

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Sfida tra Bazoum e Ousmane

Il Niger è chiamato alle urne a seguito della decisione del presidente uscente Mahamadou Issoufou di dimettersi dopo due mandati di cinque anni. Una scelta insolita in un’area dove in genere i leader si aggrappano al potere quasi a vita.
La corsa è tra il braccio destro di Issoufou, Mohamed Bazoum, che persegue la continuità politica, e Mahamane Ousmane, che divenne il primo presidente democraticamente eletto del paese nel 1993, per poi essere rovesciato da un colpo di stato tre anni dopo.
Al primo turno, Bazoum ha prevalso con il 39,33% dei voti.

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